Saldi: a Martina Franca -15% di acquisti. Massa: "Non ci sono posizioni di rendita"

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Economia


fonte: varesereport.i

I dati non sono positivi, almeno questo è emerso dall’indagine condotta da Confcommercio su un campione di cinquanta aziende. Un buon cinquanta per cento degli intervistati ha registrato un calo che arriva anche al 15%, mentre per l’altra metà i dati confermano quelli dell’anno scorso. E’ un dato in linea con il trend nazionale, non possiamo negarlo, il commercio, dopo l’industria, sta iniziando a subire fortemente la crisi. Il lavoro diminuisce e con esso anche i risparmi che la famiglia aveva messo da parte nel tempo. 

Roberto Massa, leader della Confcommercio locale non riesce a vedere il bicchiere mezzo vuoto, anzi. Secondo le sue parole, la crisi rappresenta un’opportunità per “mettersi insieme, costringere l’Amministrazione a dialogare, fare rete“. Perchè il mondo del commercio sta cambiando e i dati sui saldi a Martina Franca dicono non solo che ci sono meno soldi da spendere, ma anche che forse “il  modo in cui si fanno i saldi è diventato anacronistico, anche perchè sono nati in un periodo in cui si vendeva e si acquistava in maniera diversa“.

Ma i dati, letti insieme al presidente di Confcommercio Martina Franca, mostrano che “la forbice si è allargata: il cliente medio sta sparendo” e che ogni acquisto ormai è un investimento. “E’ cambiato il modo di acquistare, si sta iniziando a preferire la qualità alla quantità“. E se questo è un buon segno, merito della crisi, il rischio è che la qualità sia appannaggio solo di chi può permettersela, mentre per gli altri non c’è che da preferire il meno peggio, alimentando una spirale viziosa.

Meno il 15% di vendite significa una grande perdita in termini di fatturato e significa anche che i numeri sulla disoccupazione (cfr questo articolo) non possono che aumentare se gli imprenditori, commercianti compresi, non escono fuori dalla tana e iniziano a fare il loro mestiere: correre i rischi. Il vortice di paura, dovuto anche ai dati che pubblichiamo, può essere interrotto se si smette, per una volta, di pretendere aiuti pubblici per fare il proprio lavoro come unica soluzione.

I dati sulla natalità delle aziende, in provincia di Taranto, ci confida Massa, sono negativi: muoiono più imprese di quante ne nascono. Ma questo è un dato di fatto, dovuto anche alla necessità di innovare, migliorare, formarsi. Per esempio, ci suggerisce Massa, c’è il bando regionale TIC (www.sistema.puglia.it), che fornisce contributi anche a fondo perduto.

Non ci sono posizioni di rendita” conclude Roberto Massa.

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