Agricoltura: la Regione annuncia lo stato di crisi

E’ stata pubblicata oggi la delibera con la quale la Giunta Regionale certifica lo stato di crisi dell’agricoltura pugliese. Si chiede l’intervento del Governo centrale, al fine di “beneficiare della sospensione del versamento dei contributi previdenziali e assistenziali propri e dei lavoratori dipendenti; sospendere o differire il termine per gli adempimenti degli obblighi tributari e previdenziali; sospendere per dodici mesi il pagamento delle rate e degli effetti del credito agrario; ottenere un ristoro economico a valere sul fondo di solidarietà nazionale; ottenere l’anticipazione del pagamento dei premi PAC”

Ecco i danni settore per settore:

SETTORE CEREALICOLO: la carenza di precipitazioni piovose ha causato uno stato di sofferenza della coltura con una riduzione produttiva stimata del 40% della PLV che per l’anno 2010 era stata determinata, elaborazioni INEA su dati ISTAT, pari a euro 232.355.900,00.

SETTORE UVA DA VINO: la persistente siccità ha causato una riduzione delle produzioni stimata nei territori dell’intera Regione Puglia pari al 40% della PLV – il cui valore, per l’anno 2010, è stato determinato, elaborazioni INEA su dati ISTAT, pari a euro 67.186.700,00 – tenuto conto dei danni alle piante a seguito del forte stress da siccità.

SETTORE UVA DA TAVOLA: la persistente siccità ha causato una riduzione delle produzioni, stimata nei territori delle province di Bari, Barletta – Andria – Trani, Taranto di circa il 40% della PLV il cui valore, per l’anno 2010, è stato determinato, elaborazioni INEA su dati ISTAT, pari a euro 399.916.000,00.

SETTORE OLIVICOLO: la persistente siccità causa una riduzione delle produzioni, stimate nei territori dell’intera Regione Puglia, pari al 50% della PLV – il cui valore per l’anno 2010 è stato determinato elaborazioni INEA su dati ISTAT pari a euro 433.523.000,00 -, tenuto conto della forte cascola e della prevista riduzione delle rese in olio, nonché del danno alle piante giovani che si ripercuoterà negativamente sulle produzioni degli anni successivi.

SETTORE FRUTTICOLO: le produzioni di mandorle, clementine, ed agrumicole in genere, pesche ed albicocche precoci e medio precoci e comunque dei fruttiferi in generale, nel territorio della Regione Puglia, a causa della siccità, hanno subito una riduzione stimata pari al 45% della PLV – il cui valore, per l’anno 2010 è stato determinato, elaborazioni INEA su dati ISTAT, pari a euro 191.827.700,00 – tenuto conto dei danni alla produzione e degli effetti negativi sulla induzione delle gemme a frutto che si ripercuoterà negativamente sulla produzione dell’anno 2013.

SETTORE ORTICOLO: tutto il settore, ivi compresa la coltivazione del pomodoro da industria, ha subito danni irreversibili a causa della siccità in tutto il territorio della Regione Puglia. Il danno è stato stimato in misura percentuale pari al 50% della PLV- il cui valore per l’anno 2010 è stato determinato, elaborazioni INEA su dati ISTAT, pari a euro 915.714.500,00 – tenuto conto sia della perdita del prodotto, sia delle notevoli riduzioni che subiranno le superfici investite a colture ortive in secondo raccolto a causa della mancata disponibilità di acqua.
Per quanto attiene il pomodoro da industria coltivato nella provincia di Foggia, l’UPA di Foggia ha stimato per i trapianti medio-tardivi e tardivi che le rese per ettaro si attestino intorno ai 400 q.li con conseguente riduzione del 50% della relativa PLV – il cui valore per l’anno 2010 è stato determinato in Puglia, elaborazioni INEA su dati ISTAT, pari a euro 124.690.900.00.
La superficie stimata per la provincia di Foggia, investita a pomodoro da industria per il 2012 è di 16.000 ettari circa con una prevalenza dei trapianti medio-tardivi e tardivi di circa i 2/3 della intera superficie.

SETTORE ZOOTECNICO: per l’intero territorio regionale il caldo eccessivo ha determinato stress agli animali con una conseguente riduzione del latte prodotto. La percentuale di danno stimata è pari al 45% della PLV – il cui valore per l’anno 2010 è stato determinato, elaborazioni INEA su dati ISTAT, pari a euro 308.575.400,00 -, tenuto conto della riduzione della produzione di latte conseguente allo stato di stress prolungato, all’assenza di foraggi verdi estivi ed alle ritardate produzioni autunnali di foraggi causate dall’avvio in ritardo delle semine degli erbai per la siccità in corso.

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