Pro loco Martina. Pellegrinaggio e anima, da Santiago ad Alberobello

Avevamo anticipato, nei giorni scorsi, la riapertura della Pro Loco a Martina (http://www.martinanews.it/riapre-la-pro-loco-a-martina-franca-intervista-alla-neo-presidente-mariuccia-balsamo) presentando l’evento che ieri sera, alle ore 18.00, presso la sala degli Uccelli a Palazzo Ducale ha visto impegnati Antonio Scialpi, nella veste non istituzionale di professore-filosofo, e Francesco Semeraro, preside emerito, che ha raccontato la sua esperienza diretta sui grandi pellegrinaggi.

La definizione di pellegrinaggio indica un andare finalizzato, un tempo che l’individuo stralcia dalla continuità del tessuto ordinario della propria vita per connettersi al sacro. Comune a tutte le religioni con forme, indicazioni, destinazioni e finalizzazioni diverse, ma con l’obiettivo unico di avvicinarsi al sacro.

Il pellegrinaggio – scrive Giovanni Paolo II nella bolla d’indizione del Grande Giubileo del 2000, Incarnationis Mysterium – riporta alla condizione dell’uomo che ama descrivere la propria esistenza come cammino… ed è sempre stato un momento significativo nella vita dei credenti; rivestendo nelle varie epoche espressioni culturali diverse, esso evoca il cammino personale del credente sulle orme del Redentore: è esercizio di ascesi operosa, di pentimento per le umane debolezze, di costante vigilanza sulla propria fragilità, di preparazione interiore alla riforma del cuore“.

Il termine proviene dal latino peregrinus, da per + ager (i campi), dove indicava colui che non abita in città, quindi lo straniero, ovvero qualcuno costretto a condizioni di civilizzazione ridotte. L’uso moderno, invece, implica una scelta, chi parte non è, ma si fa straniero assumendosi tutte le fatiche e i rischi.

Dai più grandi percorsi, come il famoso pellegrinaggio verso Santiago de Compostela, esperienza raccontata, per l’occasione, da Francesco Semeraro, ai meno impegnativi e conosciuti, come il nostro pellegrinaggio durante la festa dei SS Medici ad Alberobello, riproposto dalla Pro loco di Martina in carrozza il 30 settembre prossimo.

Attualmente la desacralizzazione delle culture fa sì che la categoria culturale del pellegrinaggio sia ormai sempre più intrecciata con quella del turismo di massa. Si è perso un pò il senso del camminare in direzione di qualcosa o qualcuno, una piccola rappresentazione della situazione attuale, si cammina a zigzag e per inerzia raggiungendo la meta del proprio andare per la voglia di riposarsi. Questo è un periodo storico che stanca.

Proprio in un contesto del genere, come dice Ungaretti, “basta un’illusione per farti coraggio”, compresa l’illusione di trovare il sacro o la possibilità di ritrovare se stessi alla fine di un percorso. E allora, si parte…da Santiago ad Alberobello, questa volta in carrozza.

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