Cooperativa parcheggi: la Cgil aspetta di incontrarsi con la società

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Economia



Licenziati senza saperne nulla. Questa è la tesi della Cgil di Martina Franca, che ha chiesto e ottenuto, finalmente, di incontrare la società alla presenza di un rappresentante del Comune per la questione dei licenziamenti della cooperativa Labor et Securitas. L’incontro si è svolto lunedì, tra Isa Massafra coordinatrice della Camera del Lavoro di Martina Franca, Piero Greco, segretario generale provinciale della Filt Cgil, Pasquale Lasorsa e Antonio Carrieri, in rappresentanza della cooperativa Labor et Securitas: “Che non poteva prendere decisioni ma solo ascoltare la posizione del sindacato ” ci dice Isa Massafra.

Nessuno dei lavoratori ha presentato lettere di dimissione” ci dice la rappresentante della Cgil, nonostante Carrieri (ex assessore della Giunta Palazzo, nda) l’abbia sostenuto durante l’incontro.

Da dicembre 2011 al 22 settembre, cioè la settimana scorsa, sei lavoratori sono stati mandati via, a voce, senza apparente motivo, nonostante fossero soci. Questa è la tesi della Cgil a cui si contrappone quella della società, che dice che chi è andato via è stato licenziato per comportamenti che potevano “ledere l’immagine della cooperativa“.

Di stranezze e incongruenze ce ne sono diverse. Innanzitutto la Cgil lamenta che la società non ha mai risposto alle lettere e ai fax. Nemmeno le raccomandate con ricevuta di ritorno sembrano essere state ritirate. Nulla. Eppure i lavoratori scrivono per chiedere spiegazioni. Il caso più eclatante, secondo noi, è quello di XXX (il nome lo omettiamo per ovvi motivi) che ha mandato una lettera alla cooperativa Labor et Securitas il 7 agosto scorso, in cui chiede spiegazioni riguardo il licenziamento. La società, secondo quanto scrive XXX, gli ha chiesto di diventare socio, ma lui ha risposto di esserlo già e ha chiesto spiegazioni. La reazione è stata il licenziamento. E di essere sospettoso ne aveva le motivazioni, considerando che il suo nome come socio compare già negli atti della cooperativa risalenti a fine 2004, quindi ben otto anni fa.

Inoltre“, insiste Isa Massafra, “la cooperativa ha il dovere di rispettare il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro“. I lavoratori guadagnano, secondo i dati del sindacato, circa 400 euro mensili. Un po’ troppo pochi per il numero reale delle ore lavorate. Basta andare a controllare. Eppure il rispetto del CCNL è previsto dal Capitolato d’appalto, all’articolo 12, punto A, in cui è scritto che:

L’aggiudicatario si impegna ad attuare nei confronti dei propri dipendenti e/o soci, occupati nel servizio, condizioni normative e retributive non inferiori a quelle risultanti dai Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro e da quelli locali. In mancanza saranno adottate le norme stabilite nei citati Contratti Collettivi.

Il risultato dell’incontro è stato che la Cgil aspetta una telefonata dalla cooperativa, per concordare un nuovo appuntamento, dato che Antonio Carrieri, essendo un semplice socio, non poteva prendere decisioni ma solo ascoltare. Alla prossima parteciperà il presidente?


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