Intervista. Basilio e il suo bandura: "Vorrei continuare a cantare e a suonare, ma non per strada"

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Cultura, Società



Chi è l’artista di strada? Nell’immaginario è un uomo pronto a lasciare tutto, un viandante solitario, a tratti inquieto, che fa della strada il suo palcoscenico, dei passanti distratti il suo pubblico, delle offerte spontanee il suo stipendio. Un uomo coraggioso che vive alla giornata, un uomo che ha lasciato alle spalle un passato difficile. Ma non è il caso di generalizzare, sicuramente le motivazioni sono differenti e dipendono dalle varie storie.

Così abbiamo deciso di incontrare uno di loro, si chiama Basilio, è ucraino e da 3 mesi allieta i passanti distratti di Martina Franca.

Non è passato inosservato, soprattutto per l’originalità del suo strumento, bandura, sconosciuto ai più prima del suo arrivo in città.

Gli abbiamo fatto una breve intervista che riportiamo integralmente.

Raccontaci un pò di te. In giro si dice che forse sei russo, forse slavo o romeno, chi ha ragione?

Nessuno, sono ucraino. Sono nato nel 1975 in un paese dell’Ucraina occidentale dove mi sono anche formato frequentando il college prima e  l’Accademia musicale poi.

Quando e perchè hai deciso di lasciare l’Ucraina?

Sono andato via dall’Ucraina perché stavo male, forse era solo un periodo di depressione, ma volevo cambiare la mia vita e non potevo farlo lì.  Lavoravo in un coro maschile, ma guadagnavo poco e mi annoiavo, volevo di più. Ogni giorno sempre le stesse cose per uno stipendio troppo basso, pensa che per affittare una casa a Kiev ci voleva tre volte il mio stipendio. Non è giusto che sia così, non deve essere così. Ho sempre pensato, sono nato qui e qui morirò, ma dopo i 30 anni è cambiato tutto. Si vive peggio che in Italia, siete voi italiani che pensate di vivere peggio degli altri, ma non è vero. Ho raggiunto degli amici a Francoforte. Mi sono trasferito in Italia nel 2007, a Salerno, a casa della mamma di uno dei miei amici. Poi sono andato subito a Napoli.

Come hai vissuto l’esperienza napoletana?

Sono stato 3 anni a Napoli, suonavo per la strada e facevo qualche concerto. Nel periodo estivo mi trasferivo a Sorrento e Positano per intercettare i turisti. Posso dire di essere rinato a Napoli. Prima di arrivarci ero molto triste, come è triste un uomo quando lascia alle spalle la propria famiglia, la propria casa, il proprio paese e a Napoli ho riscoperto me stesso, in questo enorme teatro di vita ho ritrovato me stesso. Avevo visto i film di Sophie Loren e Marcello Mastroianni, ma ho sempre pensato che quello che vedevo nel film fosse solo la scenografia del film… invece è tutto vero, Napoli è come nei film. Poi mi sono trasferito a Martina.

Hai deciso comunque di trasferirti, come mai?

Un’Artista di strada deve muoversi. Quando sei in un posto per troppo tempo rischi di diventare noioso per quelli che ti ascoltano sempre, tutti i giorni, alla stessa ora. Avevo voglia di cambiare, così quando la proprietaria di casa mi disse che la figlia aveva una casa in affitto in una certa Martina Franca, in Puglia, ho deciso di partire senza conoscere la destinazione.

Spero che Martina abbia avuto lo stesso effetto di Napoli su di te…

Martina è bellissima. Sono rimasto sorpreso quando sono arrivato. È strano che una città così bella non sia conosciuta come le altre. L’unica cosa che vi manca è il mare (ride)… io amo il mare…

…però non è lontanissimo

Non è lontano per chi ha una macchina, ed io non ce l’ho. Spostarsi con i mezzi qui è complicatissimo, in Campania con i treni puoi raggiungere qualsiasi posto, qui no. Mi hanno sempre parlato di un un sud Italia povero, ma io ho suonato anche a Milano e posso affermare che il sud mi ha colpito di più. È più spettacolare e siete un popolo più aperto, che non ha difficoltà a rapportarsi con il prossimo. Noi in Ucraina siamo molto chiusi.

Come si chiama lo strumento che suoni?

Si chiama bandura. È lo strumento più diffuso in Ucraina. Quando pensi all’Ucraina pensi bandura è come quando associ Napoli al mandolino. Riflette strettamente la storia dell’Ucraina, parte dai cosacchi che lo utilizzavano in guerra. Di solito è suonato da ciechi che cantano storie popolari, ballade antiche, racconti di battaglie.

Come mai i ciechi?

Non lo so. Forse tra i cosacchi c’erano anche feriti di guerra, mutilati o ciechi per l’appunto, che non potendo più combattere facevano altro. E così è rimasto. Il bandura è più di uno strumento musicale nazionale. È la voce dell’Ucraina.

E le tue sono canzoni ucraine?

Russe, ucraine e napoletane.

Napoli ti è proprio rimasta nel cuore…

Napoli si, ma tutta l’Italia è un museo a cielo aperto. Le prime parole in italiano che ho imparato le ho studiate a scuola di musica: allegro, lento, andante …  è bella l’Itala, ma qualcuno da voi ha avuto di più e qualcuno ha dato troppo!

In che senso?

Dopo l’unificazione d’Italia. Mi sono informato e voi al sud avete perso tanto con l’unità d’italia.

Hai studiato la nostra storia?

Ho chiesto subito di conoscere la storia italiana. Mi piace conoscere cose sempre nuove, è una caratteristica fondamentale per il mio lavoro.

Quanto riesci a guadagnare in media al giorno?

Dipende, credo in media 50 euro al giorno. Ma ci sono tante, troppe, variabili. Se piaci particolarmente anche ad una persona che ti lascia 10 € e si compra il cd è già una svolta, ma quando arriva l’inverno cambia tutto.

E cosa farai questo inverno? 

Penso di lasciare perché non si può vivere così. Ho bisogno di trovare  lavoro e stabilità. Se piove tutto l’inverno che faccio? Posso spostarmi, ma voglio altro.

Tornerai in Ucraina?

Non tornerei a vivere in Ucraina, penso di no. Non parlo volentieri del mio paese perchè non mi piace parlare delle cose che vanno male.

Hai avuto molto coraggio a lasciare tutto

Forse a volte manca il coraggio per fare delle scelte, la voglia di cambiare si può manifestare in diversi modi. Vorrei fare il cantante e il musicista, ma non per strada. Nonostante l’avventura che si respira, non mi piace. Gli artisti di strada che dicono di vivere bene facendo solo questo sono dei bugiardi, in realtà non hanno coraggio di cambiare.

Lo stesso coraggio che oggi ti porta a dire che vuoi smettere di suonare per strada?

Io vorrei trovare altro, non posso costruirmi un futuro così, le variabili sono tante. Se mi manca la voce? E se piove? E se non piaci? Se ti arriva una denuncia?

Le strade perderanno un grande artista

Ma io avrò trovato grande stabilità (… ride e ci saluta)


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