Da circa una settimana si è aperta una fase di grande dinamicità atmosferica che ha visto la formazione di brevi ma intensi temporali a macchia di leopardo su buona parte del nostro territorio. Tale dinamicità si confermerà nei prossimi giorni. Dapprima, avremo la formazione di un minimo depressionario centrato sull’Italia in grado di determinare diffuso maltempo su buona parte del territorio nazionale, sia pur con diversa incidenza. Le regioni tirreniche saranno, secondo le ultime proiezioni le più colpite ma non verranno risparmiate le altre regioni. Si è aperta una fase meteorologica condizionata dalle grandi perturbazioni atlantiche semì-permanenti , per intenderci, parliamo specificamente della “Depressione d’Islanda”. Questa, tornata attiva, sarà in grado di “sparare” pallottole perturbate in direzione Sud/ovest, in grado di condizionare il tempo delle Isole Britanniche e del bacino centrale del Mediterraneo.
Fino al 17 ottobre avremo, dunque, un condizionamento nordatlantico del tempo. Successivamente è possibile che torni a riaffermarsi l’instancabile anticiclone africano sulle regioni centro meridionali d’Italia, che avrà l’effetto di riportare su le temperature. Il nord invece sarebbe ancora alle prese con un tempo meno clemente e decisamente più nordatlantico. Si potrebbe tornare a vedere l’Italia come “terra di mezzo”, come terra di confine tra figure bariche opposte, almeno fino a quando una delle due figure non avrà la meglio sull’altra. In ogni caso, da giovedì i possibili scenari appaiono ancora incerti. Fino a martedì/mercoledì, quindi, la strada pare segnata dal minimo ciclonico in prossimo approfondimento sull’Italia, in grado di portare rovesci diffusi e di notevole intensità. La Protezione Civile ha emanato un’allerta meteo, in special modo, per le regioni centrali tirreniche data l’intensità delle precipitazioni previste tra lunedì e martedì. Come spesso accade in Italia potrebbero piovere critiche, soprattutto in caso di sopravvalutazione dei fenomeni, ciò perché, si sa, col senno di poi si è tutti bravi. Il problema è che in caso di “possibilità” di fenomeni estremi c’è sempre un margine di imprevedibilità che attiene sia al luogo preciso delle precipitazioni che all’esatta intensità dei fenomeni e che non può, ne potrebbe, in alcun modo essere superato. In determinate situazioni meteorologiche, difficilmente intelligibili data la loro complessità, un’esatta e puntuale idea dell’evento la si può avere solo nella quasi- concomitanza dei fenomeni. In fase di cosiddetto “ nowcasting”, in tempo reale cioè. In queste situazioni, si ritiene che sia sempre meglio un eccesso di prudenza che un eccesso di sottovalutazione, onde fare i conti con le conseguenze spesso drammatiche, come il recente passato insegna, che non dobbiamo erroneamente addebitare (o non in larga parte) ai fenomeni meteorologici estremi. Questi non sono nuovi per il nostro Paese. In realtà il vero problema è la perennemente minimizzazione del forte rischio idrogeologico col quale in Italia dobbiamo fare i conti da sempre.
A Martina Franca
Il tempo si manterrà sempre tra il molto nuvoloso e il coperto fino alle prime ore di mercoledì quando il tempo volgerà verso il sereno o poco nuvoloso. Fino a tutta la giornata di martedì si presenterà ancora l’occasione per precipitazioni sparse, localmente intese, benché non persistenti. I venti saranno meridionali, prevalentemente sudorientali e tenderanno da deboli a divenire moderati in concomitanza dei momenti di maggiore instabilità. Dal 17/18 tenderanno a diminuire d’intensità disponendosi dai quadranti settentrionali. Le temperature oscilleranno tra i 16/17 di minima e il 21/23 di massima. Tendenza ad un lieve aumento da mercoledì soprattutto nei valori massimi.

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