Arresti 'Ndrangheta, l'inchiesta era partita nel 2011

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Cronaca



Una vasta e capillare organizzazione criminale sull’asse Puglia-Calabria, dedita allo spaccio di droga in Italia e all’estero, direttamente connessa con alcune cosche della ‘Ndrangheta e della Sacra Corona Unita. Ad individuarla e a sgominarla i finanzieri del Gico della Guardia di Finanza e alla Direzione centrale servizi antidroga che questa mattina, su disposizione della Procura di Reggio Calabria, hanno proceduto all’arresto di ben 29 persone per traffico internazionale di cocaina. A finire in manette anche sei ostunesi, tratti in arresto insieme a due brindisini e a un mesagnese.
Gli ostunesi finiti della rete delle forze dell’ordine sono: l’imprenditore 45enne Antonio Flore, già coinvolto nello scorso gennaio in un blitz anti-droga messo a segno nell’area salentina, il 56enne Vincenzo Zurlo, detto “Musc de vov” l’imprenditore turistico Cataldo Tanzarella, il 50enne Giuseppe Cantoro, il 33enne Cosimo La Corte e il 40enne Francesco Paolo Ungaro. Accanto a questi, i brindisini Leonardo Brescia (42enne) e Mario Spagnolo (50enne) e Cosimo Ribezzi, 53enne di Mesagne. Le accuse vanno, a vario titolo, dal traffico internazionale di cocaina allo spaccio. Secondo la magistratura antimafia il traffico di droga aveva attivato un ponte tra le cosche della ‘Ndrangheta di San Luca, Bovalino ed Africo e alcune affiliazioni della Scu pugliese.
L’inchiesta era partita nel 2011, quando le Fiamme Gialle trovarono Bond della Federal Reserve degli Stati Uniti d’America falsi del valore nominale di 500 milioni di dollari proprio in casa dell’imprenditore ostunese Antonio Flore. Titoli che, secondo la magistratura antimafia, dovevano servire allo scopo di attivare linee di credito da utilizzare per successivi investimenti imprenditoriali.


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