Questo matrimonio non s'ha da fare

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Cronaca, Società


Questa mattina, come tutte le mattine, è arrivato il comunicato stampa della Questura di Taranto con due notizie: un sequestro di 140 kg di materiale esplodente e fuochi pirotecnici e un’altra curiosa vicenda di un arresto e due denunce per un’intera famiglia tarantina venuta  in trasferta a Martina per ripostrare a casa una loro figlia che passeggiava in compagnia del fidanzato. 

La notizia è stata già riportata su Facebook nel gruppo di Vox Populi e da Elezionimartina.it, ma è giusto riflettere il più possibile.

Il paragone con “I promessi sposi” di Manzoni, anche se ci porta a romanzare su una notizia che è drammatica, è d’obbligo. Ma partiamo dal racconto di questa storia.

Passeggiare in “quel ramo della piazza in centro” a Martina, per due ragazzi poco più che ventenni, oltre che romantico è paragonabile, con le giuste distanze, a “quel ramo del lago di Como” dove la storia manzoniana di Renzo e Lucia è ambientata. Ma non tutto quello che si vuole, così come non tutto quello che si programma, anche una passeggiata in centro con il proprio fidanzatino/a, è strettamente dipendente alla sola volontà dei due interessati. C’è sempre un Don Rodrigo pronto a rovinare tutto.

Mentre i due ragazzi passeggiavano nel centro di Martina Franca un auto, con a bordo i parenti della ragazza tarantina, si è avvicinata ai due portando via con  forza la ragazza e minacciando di morte con una pistola il ragazzo martinese.

L’auto dei bravi“, una Fiat Punto, si allontana così verso Taranto con a bordo la sorella, il fratello e la mamma della ragazza sequestrata. Il Commissariato martinese, dopo la denuncia del ragazzo, ha immediatamente avvisato i colleghi della squadra Volante che lungo la SS 172 ha intercettato e fermato l’auto. Effettuati i dovuti controlli, dopo aver calmato la sorella e la mamma della ragazza che cercavano di nascondere la verità, gli Agenti scoprono che il fratello della ragazza era al volante senza patente e sottoposto al regime degli arresti domiciliari. La pistola, ritrovata sotto un tappetino dell’auto, era una pistola giocattolo priva del prescritto tappo rosso e quindi facilmente confondibile con una vera da un occhio non allenato.

“Tutti gli occupanti dell’ autovettura sono stati accompagnati negli Uffici della Questura per gli adempimenti del caso, al termine dei quali il fratello è stato tratto in arresto e le due donne, rispettivamente madre e figlia dell’’arrestato, sono state denunciate in stato di libertà.  L’’auto priva di qualsiasi documento di circolazione e assicurativo veniva posta sotto sequestro. Su disposizione delle Autorità competenti la giovane ragazza sequestrata veniva affidata momentaneamente ad un centro di prima accoglienza“.

Una notizia dal sapore antico, quasi, di quando nei nostri paesi meridionali le comitive di maschi si mettevano ai crocicchi per impedire che forestieri conquistassero le compaesane, di quando, appunto, il barone locale esercitava lo ius primae noctis, di quando la libertà di amare e essere amato era subordinata a dinamiche che avevano poco a che fare con i sentimenti. Eppure non bisogna tornare indietro troppo nel tempo, già nei primi decenni del novecento c’era la cosiddetta fuitina, la fuga d’amore, complice qualche parente, il matrimonio si consumava prima che qualcuno potesse intervenire e il gioco era fatto. Quello che è accaduto a Martina Franca, domenica, dovrebbe sorprenderci, perchè per il cosiddetto “onore” di una ragazza c’è chi infrange una prescrizione e torna in carcere, una scelta consapevole, che chi compie sa a cosa va incontro.

Quindi benvenuti nel 2012, signori, anno dell’Iphone 5, delle app che utilizzano la geolocalizzazione per trovare partner sessuali, anno in cui alcune dinamiche che possiamo considerare “arcaiche” si ripetono ancora quasi secondo lo stesso schema.

A questo punto la domanda: ma quanti mondi convivono contemporaneamente?

 

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