
Il Martina, con una inedita divisa nera, riesce a portarsi a casa i tre punti grazie ad una rete di Gambino messa a segno nei primissimi minuti di una sfida che sarà ricordata più per i fischi che per le trame di gioco disegnate sull’erbetta del “Tursi”. Fischi che sono piovuti dalla tribuna e dai distinti su mister Di Meo quando questo ha pensato bene di far riposare uno stremato Mangiacasale, tra i migliori in campo; fischi indirizzati verso il mattatore di giornata, arrivato al quinto centro stagionale, reo di aver sbagliato un paio di passaggi di troppo nel corso della sfida. Episodi, questi, che hanno fatto infuriare la dirigenza pronta a prendere provvedimenti nei confronti di una città che resta fredda nonostante la squadra continua a navigare nelle zone nobili della graduatoria.
Anche perché l’Hinterreggio è poca cosa rispetto al Martina, mai messo veramente in difficoltà; piuttosto è stato portato dagli avversari, più volte nel corso del pomeriggio, sul baratro del non gioco. Ma alla fine sono venuti fuori i reali valori che hanno spostato l’ago della bilancia in favore dei padroni di casa, il cui unico cruccio di giornata resta l’aver fallito troppe occasioni sotto porta.
Eppure la partita si instrada subito sulla via giusta per i pugliesi. È il 2′ quando Gambino si presenta a tu per tu con Mengoni, più lesto del siciliano e abile ad anticiparlo con il corpo. Ma il Martina c’è e lo dimostra subito. Passano infatti solo altri due minuti e Gambuzza è pronto a sfruttare al meglio un calcio d’angolo di Marsili. La palla è deviata quanto basta da Gambino per mettere fuorigioco un difensore e portare avanti i suoi.
Fatto il gol il Martina subisce la naturale risposta degli ospiti, che resta limitata ad un paio di azioni Al 16′ arriva il tiro da lontano e un po’ a sorpresa di Vicari sul quale interviene Leuci respingendo in avanti. Dieci minuti dopo la migliore azione offensiva dei calabresi ha come protagonista Khoris: da posizione molto defilata arriva al tiro sul primo palo che trova in prima battuta la deviazione di Dispoto, quindi quella decisiva dell’estremo difensore che compie un vero miracolo.
Il Martina non riesce ad organizzare velocemente e in maniera ordinata la ripartenza, pur con la squadra avversaria un po’ più aperta e sbilanciata. Per vedere una buona occasione quindi bisogna balzare alla mezzora quando Del Core, trovato in area da Mangiacasale e dimenticato dai difensori dell’Hinterreggio, da ottima posizione spedisce la sfera in curva. Presa dalle sabbie mobili del non gioco e dalla confusione orchestrata ad arte dai reggini, non trova continuità la compagine di casa, che arriva nell’area avversaria con Scarsella, poco prima della sospensione: il tiro cross del mediano laziale non porta da nessuna parte. Nel finale c’è gloria Memolla il cui tiro da fuori area manda la sfera sopra la trasversale e per Mangiacasale e Marsili sugli sviluppi di un corner, con la difesa avversaria che si salva in affanno.
La storia della sfida riparte, dopo l’intervallo, con lo stesso copione. Già al primo minuto Del Core, servito da Scarsella, si trova con la palla tra i piedi in mezzo all’area, ma la difesa riesce a liberare. Un minuto dopo è Scarsella a cercare la porta da fuori area: palla appena sopra il montante. Una ottima occasione, con la squadra avversaria sbilanciata, arriva al minuto undici: veloce ripartenza di Mangiacasale che chiede il triangolo a Gambino che però, col compagno solo in area, sbaglia l’ultimo passaggio vanificando tutto. Al quarto d’ora si registra il tiro da fuori area di Dispoto che, con il sinistro, manda la sfera di poco a lato.
L’Hintereggio non c’è più; e con i cambi Di Meo prova a dare freschezza e velocità. Nel finale arrivano le occasioni per Mangiacasale, che finalizza una azione in velocità avviata da Ancora (entrato al posto di Memolla) e ravvivata da Del Core, e per Bruni (entrato al posto dell’esterno destro), servito da Del Core, abile a scavalcare il portiere avversario ma poco fortunato perché la corsa della sfera si conclude sul fondo.
Tante occasioni ma un solo gol. Quello che basta alla formazione della Valle d’Itria per consolidare il terzo posto in graduatoria a tre punti dalla seconda posizione che vale la promozione diretta.

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