La Due Esse, pur partita bene, inciampa a Pescara. Meneguzzo: «Sto ancora cercando la mia squadra»

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La Due Esse è partita a tutta in Abruzzo, chiudendo avanti sia il primo che il secondo parziale e andando al riposo lungo con un vantaggio di otto punti. Poi un calo vistoso ha aperto le porte del successo ai padroni di casa.

In avvio Graziani ha risposto a Maino (3-3) dando un forte segnale di presenza. E nei primi venti minuti sono stati proprio i suoi punti, oltre che quelli di Bazzoli e Dip a tenere in gioco i bluarancio. La sosta però ha fatto bene solo ai padroni di casa e, al contrario, ha spento l’ardore agonistico dei pugliesi che nei terzi dieci minuti hanno subito un parziale di 29-10 che ha compromesso la sfida. L’ultima frazione ha visto Pescara, da grande squadra quale è, controllare e incrementare il vantaggio, sospinta dai punti di Maino e Gilardi soprattutto. Di contro al Martina sono mancati i punti di capitan Raskovic oltre che cambi all’altezza per poter far tirare il fiato a qualcuno.

Continua l’altalena, dunque, in casa Due Esse, pronta adesso a rimettersi in corsa già domenica in casa: in programma c’è il derby con il Francavilla.

«Abbiamo giocato un’ottima pallacanestro i primi due quarti – ha commentato la partita  coach Meneguzzo – poi siamo rimasti a guardare. Il Pescara è rientrato in campo con una grande carica agonistica e noi siamo rimasti inermi come un pugile suonato, completamente  ininfluenti, concedendo il sessantotto percento da fuori area pur sapendo della loro pericolosità dal perimetro». Non vuol sentir parlare di alibi il tecnico milanese e sottolinea l’errore nel quale la squadra è inciampata. «Togliamoci dalla testa di poter giocare a chi fa un canestro in più. Non siamo certo gli ultimi della classe, ma non abbiamo nemmeno l’abilità balistica di affrontare una squadra così e con quella mentalità. Il Pescara è una squadra da settantanove punti alla quale ne abbiamo concessi ottantotto: in difesa abbiamo fallito. Di contro, in fase offensiva, con settantuno punti realizzati siamo rimasti nei nostri parametri. L’unica battaglia l’abbiamo vinta nella differenza tra palle perse e recuperate. Ma non basta. Siamo un cantiere aperto e io sto ancora cercando la mia squadra». E in vista del prossimo impegno Meneguzzo lancia un messaggio, inequivocabile: «È un derby, con tutte le insidie del caso. Scordiamoci di affrontarla con lo stesso spirito di domenica scorsa. Non lo permetto».


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