Voto di scambio: archiviato il caso di Gianfranco Chiarelli

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Politica


Tutto è bene quel che finisce bene. Il caso di presunto voto di scambio che un anno fa circa ha coinvolto il consigliere regionale Gianfranco Chiarelli, è stato archiviato per volere del sostituto procuratore Alessio Coccioli. Le indagini, che hanno alzato l’ovvio polverone, sono iniziate dopo le dichiarazioni del pentito Babuscio, nelle quali si accusava l’avvocato martinese di aver pagato alla malavita organizzata tarantina 15.ooo euro per la diffusione del suo materiale elettorale nel rione della Salinella.

Il caso è archiviato perchè non sono stati trovati riscontri investigativi.

Renato Perrini, coordinatore provinciale del Pdl, dichiara: “Questa vicenda, ancora una volta, riapre l’antica questione mai risolta della sovraesposizione mediatica, del rumore assordante di parole e titoli lanciati come dardi avvelenati. Eppure la nostra regola giuridica vuole che vi sia la sospensione del giudizio fino al terzo grado processuale. Così non sembra essere per chi fa politica, per i quali nel momento in cui si è indagati si è automaticamente condannati, con gravissimo nocumento alla vita sociale e anche lavorativa del soggetto interessato“.

Tutto è bene, quindi, ma fino ad un certo punto, come sostiene Perrini e come in qualche maniera fa intendere Chiarelli che ha dichiarato di avere timore che i titoli riguardo l’archiviazione non saranno così grandi come quelli sul presunto coinvolgimento. E ha ragione, considerando le dinamiche della comunicazione, una cattiva notizia è più virale di una buona, e in questi casi rimane un po’ l’ombra della vicenda passata, nonostante, come dimostrato dalla magistratura, non ci siano prove che il voto di scambio è davvero avvenuto.

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