Valeria Corna: il pm apre un fascicolo per istigazione al suicidio

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Cronaca


Un atto dovuto. Il fascicolo aperto dal pm Pierpaolo Montinaro per istigazione al suicidio viene motivato come un passaggio propedeutico, necessario per permettere l’autopsia, già autorizzata per la mattinata di mercoledì e che, con ogni probabilità, chiarirà le cause della morte di Valeria Corna, la 37enne ostunese ritrovata ieri mattina senza vita nella campagne della città bianca, in contrada Polinisso, uccisa da un colpo di pistola al torace. Un proiettile letale, esploso dalla calibro 38 special che la stessa vittima aveva acquistato, insieme ad una confezione da cinquanta cartucce, qualche giorno prima della sua scomparsa.

Di Valeria, si perdono le tracce venerdì sera quando, dopo aver chiuso come ogni giorno il suo negozio in via Mazzini, il “Kubla Kahn”, una rivendita di arredamento etnico, la donna svanisce nel nulla. Sono ore di angoscia per i genitori della commerciante ostunese, separata e mamma di un bimbo di tre anni, da qualche tempo alle prese con un malessere, forse una forma depressiva. Scattano le indagini, coordinate dal Commissariato di Ostuni, guidato dal dirigente Francesco Angiuli, condotte insieme al sostituto commissario Rocco Furone in collaborazione con la Squadra Mobile di Brindisi. Ieri mattina, il ritrovamento, da parte degli agenti del Commissariato di Ostuni, che riescono a individuare il corpo di Valeria grazie al telefonino, attraverso il sistema di localizzazione gps, in una zona dell’agro, contrada Polinisso, dove proprio i genitori possiedono un fondo.

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La donna giace ormai senza vita, immobile, vestita elegantemente, le scarpe con i tacchi alti, il corpo supino. A poca distanza la pistola. Poco più in là, parcheggiata, la macchina della donna, una Suzuki, con le chiavi nel quadro. A causare la morte un colpo della 38 special, esploso però, a quanto emergerebbe dai primi rilevamenti, all’altezza della schiena. Il proiettile che entra vicino alla colonna vertebrale e fuoriesce dal petto. Accanto al corpo una decina di bossoli esplosi dalla stessa pistola. Forse Valeria era già stata lì nei giorni precedenti per provare l’arma. Tutti elementi che portano gli inquirenti a percorrere la pista del gesto estremo. Ma perchè un colpo alla schiena. Una modalità certamente insolita per un suicidio. Saranno i risultati dell’autopsia e i riscontri dell’esame Stub a chiarire se sia stata davvero la mano di Valeria a far fuoco contro se stessa.

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