Ilva chiude l'area a freddo. Disattivati i badge di cinque mila operai

/ Autore:

Ambiente, Società


La reazione dell’azienda non si è fatta attendere dopo il blitz di questa mattina, infatti, il gruppo Riva ha deciso di chiudere l’area a freddo dello stabilimento.

Si può pensare che sia solo una minaccia, ma 5 mila operai, già dal prossimo turno, possono restare a casa. Sono stati disattivati tutti i badge, tranne per lo staff e i dipendenti delle officine. L’azienda non garantisce più per loro, né per la richiesta degli ammortizzatori sociali e né altro. Per la prima fase i dipendenti dovranno usufruire delle ferie da smaltire.

L’Ilva, non potendo prendere decisioni sui sei reparti finiti sotto sequestro lo scorso luglio, è intervenuta su quegli impianti ancora sotto il loro controllo.

Sorpresi i sindacati che sono stati convocati d’urgenza nello stabilimento, lo dice il segretario Fim Cisl Marco Bentivogli: “L’azienda ci ha appena comunicato la chiusura, pressoché immediata, di tutta l’area attualmente non sottoposta a sequestro e ciò riguarda oltre 5000 lavoratori cui si aggiungerebbero a cascata, in pochi giorni, i lavoratori di Genova, Novi Ligure, Racconigi, Marghera e Patrica“.

L’azienda – commenta Donato Stefanelli, segretario della Fiom Cgil di Taranto – sta comunicando in questo momento che da stasera fermano gli impianti di tutta l’area a freddo. Noi invitiamo invece i lavoratori che devono finire il turno a rimanere al loro posto e a quelli che montando domani mattina di presentarsi regolarmente. Questo atteggiamento ricattatorio non esiste. Abbiamo chiesto cosa significa sul piano lavorativo, ma non lo sanno nemmeno loro. È un’azienda allo sbando e l’unica cosa che sa fare è mettere in atto una rappresaglia. Hanno subito stamattina i provvedimenti giudiziari e ora scaricano tutto sui lavoratori. Abbiamo sollecitato il governo Monti a convocare immediatamente il tavolo nazionale sul’Ilva. Se il Governo continuerà a tergiversare, noi nei prossimi giorni saremo tutti sotto Palazzo Chigi“.

Resta aggiornato sulle notizie in Valle d'Itria


1 Commento

E tu cosa ne pensi?


Commenti