Terremoto Ilva. Sette arresti e nuovi indagati. Sequestro dei prodotti finiti

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Ambiente, Società


Scambio di mazzette

Il filone d’inchiesta che riguarda i tentativi dell’azienda di nascondere l’impatto dell’inquinamento, porta a sette nuovi arresti e a diverse perquisizioni della Guardia di Finanza a Taranto e in altre regioni. Le ordinanze di custodia cautelare, emesse dal gip di Taranto, chiamano in causa nuovamente la famiglia RIVA, ma anche politici e funzionari pubblici di enti locali pugliesi.

Fabio Riva, Luigi Capogrosso, Michele Conserva, Girolamo Archinà, fra gli arrestati di oggi. In carcere è finito anche l’ex manager dell’Ilva, Girolamo Archinà.

Tre persone sono già in carcere, mentre gli altri quattro sono agli arresti domiciliari accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere, corruzione, concussione e disastro ambientale.

Sequestrato tutto il prodotto finito giacente sulle banchine del porto di Taranto, sequestro chiesto dalla Procura della Repubblica di Taranto, in questo modo la merce non potrà essere commercializzata.

L’inchiesta, denominata “Environment Sold Out” (Ambiente svenduto), porterà a nuovi sviluppi nei prossimi giorni. Le pressioni per ottenere autorizzazioni ambientali e per nascondere l’inquinamento ha portato al coinvolgimento nelle indagini anche  di funzionari pubblici e politici locali che, se confermate le accuse, dovranno rispondere ai gravissimi reati di corruzione e concussione.

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