Ilva: Chiarelli chiede l'intervento di Monti

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Economia, Politica


L’Ilva ha annunciato la chiusura dell’area a freddo che unita al sequestro dell’area a caldo sancisce il blocco totale dello stabilimento. L’azienda ha reagito così alla notizia dell’iscrizione del registro degli indagati di Ferrante e di un nuovo avviso di arresti domiciliari a Riva padre e figlio.

Gianfranco Chiarelli, coordinatore del Pdl di Martina Franca e consigliere regionale, chiede l’intervento di Monti per sbloccare la situazione, ricordando che, comunque, l’impianto era di proprietà statale fino al 1995 e che il disastro ambientale ha un po’ origine nella gestione statale.

Questa versione, che è la più diffusa tra la parte aziendalista degli operai, sostiene che rispetto a prima, con l’arrivo di Riva le cose sono migliorate. Non potendo verificare la veridicità di quanto detto, ci limitiamo a riportare l’affermazione che il gruppo Riva sia meno responsabile, secondo il coordinatore Chiarelli, di quanto la magistratura fa intendere.

“La notizia della prossima possibile chiusura dello stabilimento Ilva, appresa nelle ultime ora da una nota Ansa, non può che rendere ancora più drammatica, se possibile, la percezione della grave emergenza che da mesi vive l’intero territorio ionico. Se concordiamo pienamente con quanto affermato circa la priorità assoluta di difendere la salute prima di ogni altro interesse, non possiamo però ignorare le conseguenze sul piano occupazionale e in generale sulla economia del nostro territorio. Gli ultimi eventi hanno ulteriormente confermato la inadeguatezza del sistema politico istituzionale locale, interamente amministrato dalla sinistra, a gestire l’emergenza. Occorre ora un immediato intervento dello Stato, che, va ricordato, ha gestito fino al 1995 lo stabilimento siderurgico, avendo quindi precise responsabilità in riferimento al disastro ambientale. A questo punto è necessario che il premier Monti assuma direttamente la iniziativa, verificato peraltro il fallimento di ogni altra iniziativa finora intrapresa dal governo, per programmare interventi immediati, necessari ad adempiere alle prescrizioni della Magistratura e garantire quindi continuità lavorativa e salvaguardia della salute di cittadini e lavoratori”.

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