Omicidio Marzio: proseguono le indagini in attesa dell'autopsia

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Cronaca


Regolamento di conti o vendetta trasversale. Non si esclude alcuna pista nelle indagini avviate dal Commissariato di Ostuni per risalire agli autori e al movente dell’omicidio di Giuseppe Marzio, il 43enne ostunese freddato a colpi di fucile nella notte tra lunedì e martedì in contrada San Benedetto, nell’agro tra Ostuni e Ceglie Messapica.

Un agguato in piena regola, messo a segno a pochi metri di distanza dall’abitazione della vittima, una villetta di campagna di proprietà dei suoceri dove Marzio, titolare di una palestra di arti marziali nella città bianca e con alle spalle già diversi precedenti penali, abitava insieme alla moglie e ai suoi tre figli di 11, 8 anni e di 20 mesi. Probabilmente in due gli attentatori che, nascosti dietro un muretto a secco, hanno atteso il ritorno a casa della vittima designata e hanno fatto fuoco con un fucile a pallettoni. Marzio, a bordo della sua Y10, è stato raggiunto da distanza ravvicinata in pieno volto e per lui non c’è stato scampo. E’ stata la moglie, la mattina, intorno alle 8, al momento di accompagnare i bimbi a scuola, a ritrovare il corpo del marito senza vita nel tratturo di accesso alla loro abitazione e a dare l’allarme al Commissariato.

Sul posto, per gran parte della giornata di ieri, sono stati al lavoro, insieme agli agenti di Polizia, guidati dal dirigente Francesco Angiuli, e ai Carabinieri della Compagnia di Fasano, gli uomini dei reparti della Scientifica di Ostuni e Brindisi per cercare, all’interno del perimetro della scena del crimine, ogni elemento utile per poter indirizzare le indagini verso una pista più attendibile. Occorrerà comunque attendere anche i risultati dell’autopsia disposta dal pm, la dottoressa Daniela Chimienti, per garantirsi alcuni dettagli importanti, dall’ora della morte alle modalità con le quali è stato messo a segno l’omicidio. Marzio, dicevamo, era già noto alle forze dell’ordine.

Nell’aprile scorso proprio Marzio fu individuato come l’autore, insieme a un complice, di un attentato dinamitardo ai danni di una villetta a Soleto, di proprietà di un pensionato di 77 anni di Galatina, Salvatore Lanzillotti, originario di Carovigno. Un attentato che sarebbe stato compiuto con una bombola a gpl, la cui deflagrazione provocò gravissimi danni all’abitazione causando però anche delle ferite e delle ustioni sul corpo e sul capo dello stesso Marzio, che fu quindi accompagnato e lasciato dinanzi al pronto soccorso del Perrino di Brindisi. Furono proprio le tracce ematiche di Marzio, lasciate nel giardino della villa, ad incastrare l’attentatore.

Un episodio questo, che potrebbe in qualche modo essere collegato all’omicidio. Passato e presente al vaglio degli inquirenti che ora indagano ovviamente su quelle che erano le frequentazioni attuali del 43enne negli ambienti della malavita locale.

 


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