Pedopornografia: indagato ginecologo martinese

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Cronaca


La notizia, circolando di bocca in bocca, è giunta alle orecchie di questa redazione. Come al solito, abbiamo cercato riscontro presso le forze dell’ordine, polizia e carabinieri, ma fino a ieri sera a Martina non sapevano nulla, o meglio, così ci hanno dato ad intendere. Stamattina apprendiamo che l’indagine è stata avviata dalla Dda (la Direzione distrettuale antimafia) di Lecce.

Un ginecologo martinese, la notizia è riportata dalla Gazzetta del Mezzogiorno di questa mattina, è indagato per detenzione di materiale pedopornografico. Sono stati gli agenti della Polizia Postale a emettere nei giorni scorsi una misura interdittiva nei confronti del professionista martinese, sospeso per due mesi dalla sua attività medica su disposizione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce, la dottoressa Alcide Maritati. L’accusa, contestata dal sostituto procuratore Stefania Mininni, è quella, come dicevamo, di detenzione di materiale pedopornografico.

Un’accusa già di per se, estremamente grave, resa ancora più pesante dall’ingente quantitativo di video, foto e cd che sarebbe stato scoperto e sequestrato all’interno dell’abitazione del medico martinese: tre pc, 388 cd-rom e 8 chiavette usb. L’inchiesta, condotta dalla Procura della Repubblica di Lecce è scattata a seguito di una vasta operazione condotta dalla Polizia Postale di Pescara finalizzata ad accertare la presenza di una rete di pedofilia atta a scaricare e condividere filmati e foto di sesso con minori, anche con bambini di tenera età. Agghiacciante. Nella rete sarebbe finita anche l’utenza telefonica del ginecologo martinese.

Da qui la perquisizione e il sequestro del materiale, affidato ora alla perizia dell’ingegnere informatico Luigina Quarta. Ieri mattina, il professionista martinese ha sostenuto il primo interrogatorio di garanzia, dinanzi al giudice Maritati, accompagnato dai suoi legali, gli avvocati Elda Cartellino e Andrea Starace, avvalendosi però del diritto di non rispondere.

Tutta da verificare, dunque, la reale responsabilità del medico. Saranno le indagini a far luce su questa inquietante vicenda.


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