Centro storico: la discussione è già iniziata (su Facebook)

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Politica, Società


MARTINA FRANCA – Il centro storico è un argomento molto sentito dai martinesi, un patrimonio che è un problema, un problema che è un patrimonio. Lo sanno benissimo quelli dell’amministrazione che giovedì prossimo gli dedicheranno un Consiglio Comunale monotematico. Riuscire a rendere il centro storico di Martina Franca come quello delle città dell’Italia centrale, luogo di attrattività turistica, ambizione abitativa, meta commerciale, sarebbe il più importante obiettivo che questa amministrazione dovrebbe porsi e Franco Ancona sarebbe ricordato per sempre come il sindaco che è riuscito a liberare la parte antica della città.

Ecco, quindi, il potere del centro storico, un patrimonio comune anche dal punto di vista culturale, tanto da favorire una lunga e dettagliata conversazione su Facebook, in quello stradone virtuale che è Vox Populi, che alterna momenti di profondo populismo a conversazioni degne dei migliori convegni.

Giuseppe Cervellera, consigliere di Sel, che conosce bene come funziona Facebook, venerdì intorno alle 20:00 lascia un post sulla bacheca del gruppo: “Atteso che credo nella partecipazione costruttiva che avviene anche attraverso i social network, vi chiedo cosa proporreste in veste di consigliere comunale nel monotematico sul centro storico. Io ho delle idee che esporró il 10 gennaio. Vorrei raccogliere altre proposte. Grazie!!”

La discussione decolla subito tra chi attacca a prescindere l’amministrazione, tipo riflesso pavloviano, e altri invece che appena appena scalfiscono la superficie del problema che è l’immagine, ciò che appare, del centro storico. Quindi si parla di come fare giochi di luci, oppure del posizionamento di opere d’arte moderne in contrasto con il rococò. Chi è più pratico, pensa ad una sorta di canone (artistico) di ristrutturazione: numeri e vie scritti alla stessa maniera. Ma è il muro esterno, appunto, la parete scenografica, perchè la domanda delle domande è il destino a cui affidare le case bianche di Martina Franca, il futuro sociale, non solo architettonico.

La prima risposta che viene in mente è il turismo, ma per accontentare i turisti, le case e i negozi potrebbero anche essere vuoti, basta che le strade siano pulite e i muri imbiancati.

Nella discussione viene citato il progetto per la città di Martina Franca, scritto prima della campagna elettorale dall’associazione Martina 2020, in cui si davano indicazioni ai candidati di quale scenario (se non lo leggete, qui c’è il link).

 


Interviene l’assessore alle Attività Culturali, Antonio Scialpi, che espone la propria idea: “Il mio modello è quello del 29 e 30 settembre…”Palazzi cortili e chiostri aperti”…sono già in cantiere iniziative per i prossimi mesi in continuità con quello che è stato fatto finora, con la rete nazionale di “Dimore storiche” in visita in questi giorni a Martina, con il FAI”. E continua, ponendosi la domanda importante: “Cosa produrre e cosa distribuire?” (artigianato e commercio), il punto critico è questo. La rete produttiva e commerciale nei centri storici soffre tantissimo, in tutti i centri storici. Anche le scelte di incentivi per chi va o di disincentivi per chi ha i locali sfitti non funziona perchè ho verificato in vari comuni non è sufficiente. La rete alberghiera diffusa è già stata sperimentata in questa città (Villaggio In, Rococò, B&B). Poi c’è la rivalutazione del grande complesso del convento delle Agostiniane (ex Salesiane) con cui è stato aperto un confronto con La Curia e L’Università di Bari. La chiesetta del Monte. Il modello è quello del Convento di san Domenico, dell’Ospedaletto (ora attivo) ma i fondi europei sono agli sgoccioli e un po’ di tempo è stato oggettivamente perso. Sul chiostro e convento del Carmine ci sarà un intervento di manutenzione utilizzando i fondi residui del recupero del Convento di San Domenico (circa 130.000 euro). Delocalizzazione infine di alcuni uffici comunali: vigili e ufficio tecnico”.

La discussione è quindi iniziata, sul web, su un social network che se è vero che non può essere considerato la panacea per tutti i meccanismi che impediscono la partecipazione democratica, bisogna dare atto che rappresenta un buon strumento di discussione se si hanno cose interessanti da dire.

La conversazione sicuramente continuerà, quindi vi consigliamo di tenere d’occhio il link di Vox Populi.

 


commenti

2 Commenti

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Commenti

  • Vito Pastore ha detto:

    Grazie a questo articolo apprendo della discussione in questione, oggi voglio solo ricordare agli amministratori che la precedente giunta di sinistra diede incarico ad un esperto per ricevere indicazioni di come risolvere le varie problematiche del centro storico. Esperto che sicuramente fu liquidato dal comune.
    Che fine ha fatto quello studio?
    La discussione parte male, i politici devono proporre un progetto e poi casomai raccogliere le indicazioni dei cittadini. Ora mi sembra una “comunione”.

  • Vito Pastore ha detto:

    Grazie a questo articolo apprendo della discussione in questione, oggi voglio solo ricordare agli amministratori che la precedente giunta di sinistra diede incarico ad un esperto per ricevere indicazioni di come risolvere le varie problematiche del centro storico. Esperto che sicuramente fu liquidato dal comune.
    Che fine ha fatto quello studio?
    La discussione parte male, i politici devono proporre un progetto e poi casomai raccogliere le indicazioni dei cittadini. Ora mi sembra una “comunione”.