E’ ormai patrimonio comune che Martina Franca guarda al turismo come asse economico su cui investire. Lo dicono i politici, lo pensano gli operatori commerciali, lo ripetono gli anziani sullo Stradone. La discussione non verte se va bene il turismo o meno, o che tipo di turismo (scolastico, giovanile, di fascia bassa, media, alta, accademico, religioso, femminile, gay friendly, di gruppo, leisure, congressuale, di coppia, viaggi di nozze, single, comitiva, anziani…) ma sul fatto che l’amministrazione sta facendo bene o male, in base al proprio punto di vista, maturato, magari, una volta che si è stati a Siena, o a Vienna, o a Perugia, magari di passaggio e si è visto che i posacenere hanno la forma del duomo della città e che le macchine non entrano nel centro storico ma sono tutti felici.
Manca, a nostro avviso, l’analisi, una ricerca, una strategia: schiacciati sulla tattica si preferisce investire il poco nel tutto e subito invece che costruire qualcosa che, anche tra cinque anni, potrebbe dare i suoi frutti: posti di lavoro, miglioramento della qualità della vita e anche, perchè no, consenso politico.
Basterebbe prendere in considerazione i turisti che già vengono a Martina Franca, che hanno un’opinione sulla città, e che dovrebbe essere presa in considerazione. Ma non perchè è opinione migliore della nostra, ma perchè sono coloro a cui si dovrebbe rivolgere la città, altrimenti si rischia, come è tipicamente meridionale, di farci dire dagli altri di che morte dobbiamo morire.
Scegliamo noi, ma siamo obbligati ad ascoltarli, e possiamo anche non essere d’accordo. Ma ci tocca farlo.
Per questo motivo Martina News pubblica questo documento, scritto nel marzo del 2012 da un gruppo di turisti ospite a Martina Franca. Un documento che è stato, prima di arrivare a noi, diffuso a consiglieri, politici, al commissario Calvosa. Ma finora nessun feedback è arrivato all’autore.
Sarà pubblicato a puntate, oggi solo l’introduzione.
I commenti saranno liberi e ben accetti.
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