Protesta commercio. Cgil: sono 5 anni che diciamo le stesse cose.

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Economia, Società


filcams-tarantoMARTINA FRANCA – Ieri la protesta dei commercianti contro il calo del potere d’acquisto e per spronare la politica a non dimenticare le imprese commerciali. Oggi abbiamo sentito Giovanni D’Arcangelo, segretario della Filcams Cgil di Taranto, la categoria sindacale che si occupa dei lavoratori del commercio.

Secondo D’Arcangelo, le richieste fatte dall’associazione di categoria è legittima, anzi, sono 5 anni che il sindacato dice le stesse cose: “Innanzitutto vorrei partire dai dati. Nulla mi sorprende. Bene ha fatto la Confcommercio ad analizzare la situazione. Ma sono dati che considero a consuntivo di una situazione che va avanti ormai da oltre 5 anni. Su quei dati, che in teoria sono statistiche, ma in pratica sono povertà per i lavoratori e le loro famiglie, abbiamo organizzato diverse manifestazioni. All’epoca le associazioni datoriali avevano sottovalutato quei dati, considerati troppo estremi e pessimistici. Oggi non ci fa per nulla piacere sapere che avevamo ragione“.

A Martina Franca la situazione è simile a quella nazionale. Al tempo delle liberalizzazioni di Tremonti, riprese poi da Monti, quando si lasciava mano libera ai titolari di tenere aperto anche di domenica e durante le feste, la Filcams espresse il parere sfavorevole. Si utilizzava la proposta di tenere aperto anche durante le feste come panacea per i mail del commercio, quando invece era “un sacrificio alle lavoratrici e ai lavoratori che lasciavano le loro famiglie nei giorni festivi. Ricordo che all’epoca di quegli incontri, le associazioni datoriali erano d’accordo“.

Un ragionamento comune servirebbe per venire incontro alle esigenze dei commercianti e dei lavoratori, e quindi della comunità. “La riqualificazione del territorio è uno degli obiettivi del Piano del Lavoro discusso il 25 e il 26 gennaio prossimo. E il turismo può essere una risposta. Per questo chiediamo che si faccia un tavolo di discussione permanente per ragionare su un’offerta integrata, ma che dovrà tenere in considerazione il valore del lavoro“.

Per quanto riguarda pressione fiscale e ammortizzatori sociali, dei quali i commercianti sentono il peso della prima e la mancanza dei secondi, D’Arcangelo ribadisce che a fare le spese dei tagli dei governi di centrodestra, compreso Monti, sono stati lavoratori autonomi e pensionati e per gli ammortizzatori sociali: “Gli ammortizzatori sociali sono un pezzo del ragionamento su come si attraversano i momenti di crisi come questi, di azienda o di settore, di filiera o altro. Anche noi riteniamo che gli ammortizzatori sociali vadano estesi a tutte le categorie di lavoratori, ma con degli accenti ben precisi su riqualificazione professionale e formazione. Poi per quanto riguarda le tipologie di ammortizzatori sociali, ce n’è uno poco utilizzato in quanto molto lento dal punto di vista burocratico che è il contratto di solidarietà di tipo A o tipo B. Credo che vada migliorato questo strumento nella gestione delle risorse che porta tempi molto lunghi. In questi anni la CIG è stata estesa a tutte le tipologie di aziende, attraverso la deroga ma sono stati anche molti gli abusi di tantissime imprese che l’hanno utilizzata pur non avendone necessità. Questo ha contribuito a far lievitare in maniera vertiginosa il fabbisogno di risorse per la Puglia. Ad oggi l’INPS ha bloccato i pagamenti di novembre e dicembre 2012 per i lavoratori, che vanno ad aggiungersi al mese di maturazione di gennaio 2013. Anche quest’ultima situazione si abbatte sempre e solo sul lavoratore, perché di fatto egli aspetta il pagamento delle spettanze da parte dell’ente erogatore e l’azienda è sollevata dal costo del lavoro. Noi siamo favorevoli all’estensione degli ammortizzatori sociali a patto che ci siano regole certe per scoprire e punire gli abusi. E su questo, ci aspettiamo che le associazioni datoriali facciano la loro parte attraverso la sensibilizzazione ai loro associati


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