Diossina a Martina Franca. Rischio di contaminazione degli alimenti: l'ordinanza del Sindaco

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Cronaca


MARTINA FRANCA – Ieri, mercoledì 6 febbraio, sull’albo pretorio del comune di Martina Franca, è stata pubblicata un’ordinanza del Sindaco Franco Ancona che allerta le zone E, F e G del territorio comunale sul rischio di contaminazione degli alimenti di origine animale da diossine e PCB-DL.

Considerato che – si legge nell’ordinanza – la tutela della sicurezza alimentare in fase di produzione primaria di alimenti di origine animale è ampiamente assicurata dai controlli dell’ autorità competente che attua vigilanza, sorveglianza e monitoraggio continui, nonché dello stesso operatore del settore alimentare che attua corrette prassi igieniche e, se del caso, autocontrollo, come previsto dalla normativa vigente ( c.d. pacchetto igiene) e considerato che settori diversi da quelli delle filiere agro alimentari ufficiali sottoposte a controllo, quali il prelievo di lumache e selvaggina e l’allevamento di galline ovaiole detenute per autoconsumo, presentano un rischio difficilmente controllabile per la tipologia propria dell’attività – continua l’ordinanza – si rende, pertanto, necessario divulgare divieti e consigli in merito alla prevenzione del pericolo della contaminazione in questione“.

In seguito all’attività svolta dal Servizio Veterinario nell’ambito dell’analisi del rischio nel settore della produzione primaria degli alimenti di origine animale riferito alla contaminazione da diossine e PCB-DL ed in particolare a seguito delle risultanze analitiche del piano di monitoraggio del 2012 effettuate in tre aziende situate nelle Zone E, F e G, il detto territorio di questo Comune risulta esposto al rischio di contaminazione.

Il Servizio Veterinario della Asl di Taranto ha chiesto l’adozione di provvedimenti di divulgazione delle procedure di prevenzione, così come confermato alla fine dell’ordinanza dove si precisa “Tanto per doverosa divulgazione“, limitatamente alle zone E, F e G del territorio del Comune di Martina Franca che rientrano nel raggio di 20 Km. di distanza dall’area industriale di Taranto.

Pertanto, nelle zone in questione, si consiglia:

• di evitare la raccolta di chiocciole in terreni incolti;
• di evitare la caccia di esemplari di fauna selvatica stanziale, che abbia avuto accesso ad alimenti potenzialmente contaminati per lunghi periodi di tempo;
• che l’allevamento di galline ovaiole o di altri volatili da cortile per autoconsumo venga attuato con rigorose cautele, in particolare evitando di far razzolare gli animali in zone esposte alla contaminazione ed integrando l’alimentazione animale con mangimi sicuramente esenti da diossine e PCB-DL.

Ma il problema della diossina a Martina Franca non è una novità. Nel marzo del 2008 Peacelink presentò un esposto alla Procura della Repubblica di Taranto dopo aver fatto analizzare un pezzo di formaggio locale che risultava contaminato. “Diossina non solo a Taranto – affermò Alessandro Marescotti, presidente dell’associazione Peacelink – ma anche nei pollai di Martina Franca“.

Negli anni successivi si occupò della questione anche l’allora sindaco Franco Palazzo che, in seguito ad un articolo pubblicato sul Corriere del Giorno, datato 15 ottobre 2009 e intitolato “La diossina è arrivata nei pollai di Martina Franca“, in merito al ritrovamento di valori oltre la media in un allevamento di uova in contrada Guardarello (San Paolo)inviò una nota al dirigente del dipartimento di prevenzione Asl di Martina Franca scrivendo: “Ho appreso dalla stampa di una situazione di possibile allarme per la comunità, riguardo alla presenza di diossina, che sarebbe stata riscontrata in alimenti prodotti nel nostro territorio. Le chiedo di informarmi al più presto in proposito, anche sugli eventuali provvedimenti da prendere”.

Di seguito l’ordinanza integrale:

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1 Commento

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Commenti

  • massimo ha detto:

    Lo stesso problema si inquinamento da diossine, se non maggiore, si troverà nei pregiati prodotti degli allevamenti delle masserie di Crispiano, di Laterza e di altre zone limitrofe all’ILVA, inutile nascondere la testa sotto la sabbia, è giunto il momento di prendere atto della crudele verità!!!