Lavoro. "A qualcuno serve un rene?"

operai-itn-manifestazioneMARTINA FRANCA – La situazione è diventata esplosiva e non serve essere addentro le questioni sindacali per percepirlo. Gli ammortizzatori sociali firmati e controfirmati a fine 2012 sono praticamente diventati carta straccia, perchè l’Inps si rifiuta di pagare. E così dopo sette mesi senza lavoro e senza cassa integrazione non si sa che fare, se non lanciare una provocazione, su Facebook, riguardo l’unica alternativa rimasta.

La storia è comune non solo a Martina Franca, ma in tutta Italia, e le difficoltà provocate dalle decisioni dell’Istituto di Previdenza stanno rendendo la situazione esplosiva, tanto che Vendola ha convocato per lunedì prossimo un incontro con i sindacati regionali. Scrive Vendola: “Se il Governo non dá risposte tempestive su questi temi, il rischio di un conflitto sociale, anche qui in Puglia, diventa elevatissimo. Ha ragione il Presidente Errani. Siamo oltre il livello di guardia. Siamo stati costretti, e lo abbiamo fatto con il grande senso di responsabilitá che ha sempre contraddistinto il nostro sistema socio-economico, a sottoscrivere un accordo che, a causa dell’esiguitá delle risorse imposte da Roma, ha costretto i lavoratori e le imprese a sostenere sacrifici enormi. Ma ora basta. L’ultima lettera al Ministro Fornero l’ho scritta il 21 gennaio scorso, senza ottenere alcuna risposta. E’ bene che sappiano, il Governo e il Ministro, che questo colpevole silenzio sta pesando come un macigno sulle vite dei lavoratori e sulla pace sociale”.

Il livello di guardia è ampiamente superato e sembra che davvero si scherzi col fuoco. Quest’anno in Puglia ci saranno almeno 52.000 lavoratori che dovranno usufruire degli ammortizzatori sociali in deroga (quello pagati dalla Regione), 14.000 solo nella provincia di Taranto. A Martina Franca il caso più famoso è quello dell’Itn che, grazie ad un accordo tra azienda e lavoratori, favorito dalla Cgil e dal Comune e dall’intenso lavoro della task force regionale, stava diventando un laboratorio anticrisi innovativo, attraverso la creazione della cooperativa, o delle cooperative, che avrebbe permesso ai lavoratori di mettere a frutto la loro esperienza.

Questa possibilità sembra ormai sfumare in toni scuri, con la disperazione che prende quasi definitivamente il posto della speranza tanto da indurre una delle operaie a offrire il proprio rene in vendita pur di poter respirare.

Un paradosso. Eppure è quanto succede a Martina Franca: “A qualcuno serve un rene?”.

 

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