Firenze, Napoli, Recanati, Viterbo, Cesena, Messina, Cosenza, Matera, Arezzo, Prato, Terzigno, San Giuseppe Vesuviano, Oristano, Padova e Verona. Rintracciate le città in cui sono state spediti pentole e utensili da cucina trovati positivi agli esami sulla radioattività fatti dall’Asl di Taranto e dall’Istituto Zooprofilattico di Foggia. La merce era già partita, ricordiamo, perchè sbarcata a Taranto il 21 dicembre scorso e i controlli sono stati fatti il primo giorno di febbraio.
Leggiamo questa mattina sul Corriere del Mezzogiorno gli ulteriori sviluppi dell’inchiesta, sulla quale la procura di Taranto sembra aver aperto un fascicolo.
Scrive il Corriere: “Non è escluso che pentole e posate facciano ritorno in India. E lì che il cobalto 60 è stato fuso nella lega d’acciaio per ottenere gli utensili a basso costo. Un metodo per smaltire il materiale radioattivo, presente in apparecchiature mediche e industriali, molto diffuse. L’India è una delle maggiori produttrici di cobalto 60 e tra i Paesi maggior esportatori di acciaio. Normalmente questo materiale nocivo alla salute se presente in grandi concentrazioni, se si rimane esposti alle sue radiazioni per lungo tempo, o se ingerito, si trova in vecchi rottami ferrosi. È raro che venga trovato in utensili che vengono a contatto con gli alimenti. Anche se nel novembre scorso a Torino, furono sequestrati dei vassoi in metallo trovati positivi alle radiazioni del Co 60. La quantità di quello trovato in tazze, scolapasta e mestoli sbarcati nei container del porto di Taranto, sembra non allarmare le autorità, che comunque hanno fatto scattare il protocollo di prevenzione. Per legge, il cobalto 60 non può trovarsi in materiale di uso domestico. Della vicenda è stata avvertita anche la procura tarantina, che ha aperto un fascicolo d’indagine per appurare se si possono configurare tipologie di reato ed eventuali responsabilità penali”.
La maggior parte della merce, lo ricordiamo, è ancora presso i magazzini della ditta importatrice della provincia di Taranto (probabile parte lesa, in tutta questa vicenda): sono circa 700 colli.

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