MARTINA FRANCA – Alcune telefonate si sono susseguite da ieri mattina, avvisandoci che nei seggi si aggirava il candidato tizio, il candidato caio, salutando, stringendo mani, eccetera. Da sempre abbiamo sostenuto che, nonostante le segnalazioni, ai candidati è permesso essere presenti nelle sedi del voto a patto che non indossino o esibiscano materiale elettorale, permesso solo, ai termini di legge, ad almeno duecento metri dai seggi.
Ieri sera alla scuola Chiarelli, il candidato omonimo è stato contestato dai militanti del Movimento 5 Stelle che sostenevano l’illegalità della presenza dell’avvocato Chiarelli e del suo entourage nei seggi. Il battibecco ha coinvolto diverse persone ed è intervenuta la Polizia che al telefono smentisce ogni tipo di denuncia.
Abbiamo sentito di buon ora la Prefettura, questa mattina, per sapere se è possibile per i candidati essere presenti nei seggi. La funzionaria ci ha consigliato di leggere la Pubblicazione numero 6, in particolare a pagina 34, in cui si dice:
Durante le operazioni da compiersi dopo la costituzione del seggio e durante quelle di votazione e di scrutinio possono entrare nella sala delle elezioni anche:
1) gli ufficiali di polizia giudiziaria e gli agenti della Forza pubblica che li assistono, quando si rechino nella sala in caso di tumulti o disordini (art. 44, terzo comma, del testo unico n. 361: si veda il paragrafo 7);
2) i candidati proposti, rispettivamente, nella circoscrizione per l’elezione della Camera o nella regione per l’elezione del Senato o nei collegi uninominali della Valle d’Aosta e del Trentino-Alto Adige;
3) gli ufficiali giudiziari, quando si rechino nella sala per notificare al presidente proteste o reclami relativi alle operazioni della sezione (art. 44, quarto comma, del testo unico n. 361: vedasi il paragrafo 7);
4) tutte quelle persone, infine, che debbono compiere incarichi previsti dalla legge e dalle istruzioni ministeriali.

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