Elezioni 2013. Il Pdl perde più di tutti. Crescono sinistra e centro.

640px-Aula_MontecitorioMARTINA FRANCA – I risultati delle elezioni di ieri dicono chiaramente una cosa: il bipolarismo è bello che morto. I due maggiori partiti (Pd e Pdl), hanno praticamente quasi dimezzato i voti, in valori assoluti. A Martina Franca perdono tanto. Ma se il Pdl in qualche maniera tiene, forte di un candidato locale, il Partito Democratico, i cui rappresentanti locali hanno ufficialmente messo “il muso”, dimezza i consensi.

Va meglio per Sinistra Ecologia e Libertà, che sia alla Camera che al Senato ottiene un buon risultato (in termini relativi).

La sorpresa, ovviamente, è il Movimento 5 Stelle, che nel 2008 non esisteva ancora.

L’Udc di Casini passa dai 2.347 voti del 2008 ai 406 di ieri, nonostante però Monti tenga e guadagni oltre il 2645 voti con la sua lista.

Abbiamo provato a fare un piccolo raffronto con le elezioni del 2008 per capire chi ci ha guadagnato e chi no.

Innanzitutto i votanti.

 Elettori  Votanti  Percentuale
 2013  40.064  29.673  74,06%
 2008  39.832  30.725  77,14%

Hanno votato meno persone per l’elezione alla Camera. Tre persone su quattro sono andate a votare domenica e lunedì. Non tutte però hanno fatto una scelta “elettiva”. Se contiamo le schede bianche o nulle e le sottraessimo alla somma totale, la percentuale di voti utili, ovviamente, scenderebbe: nel 2013 ci sono state 1.079 schede nulle (1.127 nel 2008), mentre le bianche sono state 448 quest’anno e 393 nel 2008.

Per provare a capire le tendenze politiche di Martina Franca, abbiamo confrontato le performance dei maggiori partiti.

Camera

Coalizione di centrosinistra. La differenza in termini di voti è di 3225 voti (quasi il 10% in meno).

 2013  6.125 21,76%
 2008  9.350 32,02%

Coalizione di centrodestra. Oltre dodici punti percentuali, 4.185 voti in meno.

 2013 11.611 41,25%
 2008 15.796 54,09%

Coalizione di centro. Alle scorse elezioni il centro era rappresentato solo dall’Udc, forza che si è praticamente dissolta, come consensi diretti, a livello locale, nonostante alle scorse amministrative ci fosse un candidato sindaco di partito. Queste elezioni hanno visto il centro composto composto anche da una parte del Pdl (praticamente inesistente) e dalla lista di Monti, che con la sua forza ha sostenuto la coalizione. Grazie a Scelta Civica, il centro non solo regge, ma guadagna oltre tre punti, quasi mille voti.

2013 3.143 11,16%
2008 2.347 8,04%

Un discorso a parte bisogna fare con Sinistra Ecologia e Libertà, i cui risultati sono stati molto deludenti sia a livello nazionale che regionale, ma in qualche maniera soddisfacenti a livello locale. Se nel 2008 c’era la Sinistra Arcobaleno, in cui confluirono Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e Verdi, oggi il partito è andato in coalizione con Bersani, raccogliendo un discreto risultato. Per comparare i voti bisognerebbe sommare quelli di Sel + quelli di Ingroia, che però è sostenuto anche dall’Idv. Per questo motivo, con i suoi 1.499 voti alla Camera, Sinistra Ecologia e Libertà (come Scelta Civica di Monti) è l’unico partito davvero cresciuto (a eccezione di Grillo, non avendo dati precedenti).

Senato

Coalizione di centrosinistra. La differenza in termini di voti è di 2.800 voti (quasi il 10% in meno).

 2013 5.877 22,92%
 2008 8.677 32,97%

Coalizione di centrodestra. Il gap è confermato anche al Senato. Il centrodestra perde quasi quattromila voti. Il dato del crollo del Pdl è riportato anche da Swg.

 2013 10.691 41,69%
 2008 14.000 53,20%

Coalizione di centro. Al Senato c’è solo una lista, quella di Monti, che mette insieme anche Udc e Fli. Il centro cresce, ma di pochissimo.

2013 2.717 10,59%
2008 2.207 8,39%

Anche in questo caso la sinistra passa da 427 voti a 1.376 voti. Anche in questo caso cresce radicalmente, registrando il miglior trend, a parte Grillo che, come ben sappiamo, nel 2008 non esisteva ancora. Ma se dovessimo prendere i voti persi del cdx con quelli del csx, si supererebbe di molto quanto raccolto da Grillo, segno che se alcuni hanno votato Monti, una buona parte non è andata proprio a votare.

Secondo una ricerca di Swg, il movimento dei voti è stato pressochè questo:

L’Italia dei Valori ha ceduto i suoi consensi al Pd e a Grillo, che ha ricevuto tanto anche dallo stesso Partito Democratico (11%). A livello nazionale, rispetto alle elezioni europee del 2009, il Pdl è il partito che cede di più.

In sintesi si può dire che il voto di domenica e lunedì 24 e 25 febbraio 2013 ha ridisegnato lo scacchiere, scacciando finalmente via la favola del sistema all’americana, il bipolarismo, impossibile non solo da applicare, ma da pensare nel Paese dei Comuni. Inoltre gli elettori hanno dato un segnale importante, da non ridurre a “voto di protesta” perchè questo implicherebbe un’azione estemporanea invece che una scelta politica ben precisa.

Ci auguriamo, considerando che a livello nazionale non poteva prospettarsi scenario peggiore, che ci soffermi troppo a pensare al sesso degli angeli.

 

 

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