Mafia e riciclaggio. Operazione "Fast": arresti e sequestri anche a Martina Franca

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Cronaca, Economia



operazione-fastMARTINA FRANCA – I proventi dei traffici illeciti venivano reinvestiti in videopoker e scommesse online. Una maxi operazione antiriciclaggio da parte della Polizia Tributaria di Lecce, diretta dalla Direzione Distrettuale Antimafia.

Si tratta di un’operazione iniziata nel 2010, che coinvolge il clan Prudentino di Ostuni ma che coinvolge anche una società di Martina Franca, la Royal 88, operante nel settore delle slot machine, e quindi due martinesi, uno dei quali residente a San Michele Salentino. La società di Martina Franca sarebbe stata “contigua” alla Sacra Corona Unita di Prudentino, avendone agevolato le attività imprenditoriali. I martinesi sono Elia Cataldo, classe 1984 e Angelo Antonio Caliandro, classe ’74, residente nel comune del brindisino.

Le indagini condotte dalle Fiamme Gialle hanno riguardato un elemento di spicco della frangia brindisina della Sacra Corona Unita, già in carcere per fatti di mafia e traffico di sostanze stupefacenti, risultato avvalersi di prestanomi, professionisti e società compiacenti, al quale l’organizzazione aveva affidato il compito di reinvestire i proventi illeciti nell’economia legale.

Inoltre, le Fiamme Gialle, stanno eseguendo:

–     sequestro preventivo, sempre ai sensi della normativa antimafia, di beni del valore complessivo di 3,6 milioni di euro, fra cui una villa di pregio, terreni edificabili ed autovetture;

–     sequestro per equivalente, in ragione dei reati fiscali, pari a 190 mila euro;

–     sequestro anticipato, di circa 15 milioni di euro, riguardante quote e compendio aziendale di due imprese operanti nella raccolta autorizzata di scommesse e giochi on line  e distribuzione di videopoker presso esercizi pubblici.  Le indagini  hanno dimostrato come le stesse fossero in posizione di contiguità con la S.C.U, avendone  agevolato le attività imprenditoriali delle imprese di proprietà del principale arrestato.

Tra queste figura una nota impresa con più di mille centri affiliati sul territorio nazionale, che sviluppa un volume d’affari superiore a 300 milioni di euro.

19 sono le persone arrestate, e 27 denunciate a piede libero.

Tutti i dettagli nelle slide pubblicate di seguito.

 


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