Martina Tre presenta: "Donne e Ilva" e la mostra "Fili di fumo" di Irene Spredicato

/ Autore:

Società


donne e ilvaOggi, giovedì 7 marzo, alle ore 17:00, presso il Palazzo Ducale di Martina Franca ci sarà l’incontro “Donne e Ilva”  organizzato dall’associazione Martina Tre, seguita dall’inaugurazione della mostra  di Irene Spedicato, “Fili di Fumo“.

All’incontro interverranno il Sindaco di Martina Franca, Franco Ancona, l’assessore alle Attività produttive, Nunzia Convertini, l’assessore ai Servizi Sociali, Donatella Infante, l’assessore all’ambiente, Stefano Coletta e l’ambientalista Fabio Matacchiera.

Ci saranno anche Ada Le Noci, del Comitato Verità per Taranto, Antonietta Lella, direttrice della struttura complessa di Medicina presso l’ospedale di Martina Franca, e si ascolterà la testimonianza diretta della vedova Francesca Caliolo e l’esperienza di Irene Spedicato, di Ecologisti e Civici Taranto, la cui mostra, “Fili di Fumo”, che sarà inaugurata dopo l’incontro, resterà visibile a Palazzo Ducale fino a sabato 9 marzo.

Un incontro che pone al centro la donna e il suo rapporto con l’ambiente, il lavoro e, appunto, la più grande acciaieria d’Europa. Nonostante il numero ridotto di lavoratrici all’interno dell’Ilva, come dichiara anche la vicepresidente dell’associazione Martina Tre, Alba Lupoli, “è altrettanto vero che subiscono (le donne ndr) come e più di altri gli effetti dell’impasse ambiente/lavoro che si è creato a Taranto e che ha le sue ripercussioni in tutta la provincia“.

Secondo il “Progetto Sentieri”, uno studio epidemiologico di ampio respiro coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità e finanziato dal Ministero della Salute, i dati del periodo 2003-3009 sottolineano un aumento choc dei tumori nelle donne tarantine, dal 24% al 100%, indicando l’Ilva come potenziale responsabile per l’emissione di benzopirene.

Non solo operai quindi. La crisi Ilva e del territorio di Taranto, se analizzata ad ampio raggio, ci porta ad immaginare uno scenario drammatico che colpisce tutti indistintamente. Come una bomba lanciata da  un aereo che cadendo al suolo non fa distinzione tra soldati, bambini e donne.

Un incontro che è un “angolo rosa – afferma in un comunicato stampa Alba Lupoli – un modo per parlare di sé in quanto donne e poter dire la nostra opinione in un panorama che forse ha dimenticato la nostra importanza di madri, mogli, lavoratrici nel territorio“.

A seguire ci sarà, come già scritto, l’inaugurazione della mostra di Irene Spedicato. Tele di carta e sagome di cartone, le stesse utilizzate durante il sit-in dello scorso gennaio, quando il ministro Clini incontrò la dirigenza dell’Ilva a Taranto, che rappresentano i malati di tumore e le vittime dell’inquinamento

sagomeIlva

I soggetti di Irene Spedicato, da anni parte attiva nella battaglia intrapresa da un numeroso gruppo di cittadini per un futuro giusto, per restituire alla città l’ identità rubata, sono prevalentemente “bambine con fili che simboleggiano la scelta dell’Essere Divino, manifesto in noi ancor prima della nascita, di una realtà tangibile. Scelta, appunto, quando questa non è deviata da una realtà in cui le ciminiere, nel loro terribile atto di prevaricazione, sono veicolo di malattia e spesso di morte“.

Per questo il filo del fanciullo che nasce a Taranto non può essere che di fumo.

Resta aggiornato sulle notizie in Valle d'Itria


E tu cosa ne pensi?