"Stipendi d'oro": l'esposto, il blitz, le indagini, le somme, i sequestri

palazzo ducaleChiusura delle indagini e nuovo sequestro di beni per 1 milione e 800mila euro. Sono gli sviluppi registrati negli ultimi giorni all’interno di un inchiesta estremamente complessa e delicata, quella degli “stipendi d’oro” al Comune di Martina. Un’attività d’indagine, gestita e chiusa dal Pubblico Ministero, Daniela Putignano, che investe ben undici ex dirigenti e funzionari comunali, accusati, a vario titolo di “truffa aggravata ai danni del Comune di Martina” per aver – questa l’ipotesi di reato – indebitamente percepito le retribuzioni relative al “trattamento economico accessorio”, per le annualità dal 2000 al 2007, retribuzioni di risultato sino al marzo 2008 e retribuzioni di posizioni sino al marzo del 2011. Somme, per un totale di 1 milione e 800mila euro, per le quali è stato disposto, dal gip di Taranto, la dottoressa Vilma Gilli, il sequestro di beni, che gli ex dirigenti finiti sotto inchiesta si sarebbero fatti liquidare senza il preventivo controllo interno per la valutazione delle prestazioni e delle competenze organizzative degli stessi da parte del Nucleo di valutazione dell’ente, “fuori servizio” per mancanza della nomina dei componenti.

Coinvolti nel procedimento, a vario titolo: Eligio Mutinati, martinese di 66 anni; Camillo Dell’Anno, tarantino di 56 anni; Francesco Paolo Ricci, martinese di 68 anni; Giovanni Simeone di 63 anni; Francesco Simeone di 69 anni; Antonio Michele Cito, 53enne nato a Bari e residente ad Alberobello; Raffaele Alberini di 70 anni, martinese; Rodolfo Nobile, tarantino di 76 anni; Vitantonio Dell’Erba, martinese di 46 anni; Giovanni Luigi Barnaba, martinese di 49 anni; Giuseppe Renna, nato a Locorotondo, di 55 anni. Quello definitosi nei giorni scorsi è però solo l’ultimo risvolto di un’idagine partita nell’agosto del 2010 quando la Guardia di Finanza, su disposizione del Tribunale di Taranto, dispone il sequestro cautelativo dei beni, per un ammontare di circa 2milioni e 700mila euro,  a carico di dirigenti ed ex dirigenti comunali. Il reato contestato, quello di appropriazione indebita e di truffa aggravata ai danni del Comune di Martina Franca in riferimento alle somme del trattamento economico accessorio percepite dal 2000 al 2007.

Ma il caso degli “stipendi d’oro” al Comune di Martina emerge in tutta la sua gravità già nel marzo del 2007 quando, in un esposto, tre consiglieri (allora indipendenti), Franco Mariella (ex Udc), Antonio Martucci (oggi consigliere regionale) e Mimmo Di Giuseppe (ex Forza Italia), segnalano alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti “gravi irregolarità” nelle procedure di erogazione delle retribuzioni ai dirigenti comunali. “Con delibera GM n.500 dell’11.12.1997 – si legge nell’esposto – fu determinata la  istituzione del fondo per la retribuzione di posizione e del fondo per la retribuzione di risultato sempre per i dirigenti comunali. Il Collegio dei revisori dei conti, con relazione depositata al Consiglio Comunale del 24.1.2007  – continua l’esposto – evidenzia però che il regolamento del servizio di controllo interno approvato con delibera del Commissario Prefettizio n.8 del 2.8.94, in realtà non risulta essere stato mai attivato. Un adempimento che – è scritto nel documento – ricadeva e ricade in capo ai dirigenti del comune di Martina Franca, pertanto il fondo per la retribuzione di posizione e la retribuzione di risultato non poteva essere costituito e, conseguentemente, non potevano essere utilizzate le risorse disponibili.

I dirigenti quindi – è quanto si denuncia nell’esposto – in una riunione del 13.12.2001 provvedono ad autovalutarsi ed a assegnarsi il massimo del compenso presente in bilancio mentre danno esecuzione alla delibera di nomina solo il 17.12.2001 (all. n.6); quindi in data successiva alla autovalutazione. A seguito di tale autovalutazione – continua l’esposto – i dirigenti procedono alla autoliquidazione di quanto appostato nel bilancio di previsione 2001 nonché ad una ulteriore somma che  riviene da una variazione di circa 400 milioni di lire. Una procedura, quella di autovalutazione dei dirigenti – scrivono alla Procura e alla Corte dei Conti Mariella, Martucci e Di Giuseppe – che si ripete pedissequamente nel novembre 2002, nel dicembre 2003, nonostante il nucleo di valutazione fosse stato già nominato con delibera Giunta Comunale n. 47 del 29/03/2003 ben nove mesi prima.

Quindi nemmeno la retribuzione di posizione poteva essere corrisposta negli importi deliberati dalla Giunta Comunale del 1997 nè per tutti gli anni successivi (1998-1999- 2000 – 2001 – 2002 – 2003 – 2004 – 2005 – 2006) poteva essere corrisposta in misura superiore al minimo contrattuale non essendoci stata alcuna delibera di Giunta, successiva al verificarsi delle condizioni richieste dal contratto collettivo (nomina del nucleo di valutazione), di attribuzione di un valore economico ad ogni posizione dirigenziale,  mentre i dirigenti – conclude l’esposto – si sono autoliquidati la retribuzione di posizione nella misura massima prevista dal contratto collettivo sino al 31.12.2003 e in una misura pari a quella massima aumentata al 50% per gli anni 2004 – 2005 e 2006.” La questione passa, naturalmente, al vaglio del consiglio comunale che, nello stesso mese di marzo del 2007, approva una delibera in cui si decide di inviare tutti gli incartamenti alla Procura della Repubblica.

Nel novembre dello stesso anno, ancora i consiglieri Mariella, Martucci e Di Giuseppe, notificano al sindaco e alla Giunta un atto stragiudiziale di diffida ad interrompere la prescrizione relativamente agli interventi di recupero di quelle somme. Si parla allora di una cifra già rilevante. Dal totale calcolato da uno dei componenti del Collegio dei Revisori dei Conti, ovvero l’ex presidente Giuseppe Semeraro, si evidenzia una differenza tra quanto si sarebbe dovuto erogare e quanto invece è stato percepito dai dirigenti, di oltre 3 milioni di euro.

Passa un anno e al Comune di Martina, dal 12 novembre al 11 dicembre del 2008, un ispettore viene inviato dal Ministero dell’Economia con il compito di effettuare una “verifica amministrativo-contabile”. Cinque mesi dopo, giunge a palazzo di città un rapporto, estremamente dettagliato, stilato dalla Ragioneria Generale dello Stato indirizzata al sindaco, Franco Palazzo, alla Procura regionale della Corte dei Conti, alla Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti, al Collegio comunale dei revisori dei conti e, per conoscenza, al Dipartimento della Funzione pubblica, alla Procura generale della Corte dei Conti, al Ministero dell’Interno, alla Regione Puglia e alla Prefettura di Taranto in cui si evidenziano una serie di “gravi irregolarità”, che vanno dalle procedure di contrattazione integrativa decentrata per il personale dirigente, alla “omessa graduazione delle posizioni dirigenziali ed illegittimo incremento della retribuzione di posizione allo stesso personale dirigenziale con riferimento all’anno 2004”.

Ma non solo. Si parla anche di “anomalo procedimento di liquidazione dell’indennità di risultato in assenza del prescritto giudizio del nucleo di valutazione per gli esercizi 2001, 2002, 2003 e 2007 e illegittima corresponsione dell’indennità di risultato per l’anno 2003 anche a favore del personale dirigente a tempo determinato, in contrasto con il contenuto del contratto individuale di lavoro”; il “mancato rispetto della normativa vigente in riferimento alla procedura di nomina del direttore generale e conseguente indebita corresponsione dell’indennità aggiuntiva”.

Ancora: l’”errata quantificazione del fondo per le politiche di sviluppo delle risorse umane e della produttività del personale dirigente con riguardo all’incremento e sua stabilizzazione negli  anni successivi, in assenza di certificazione di nuovi servizi o processi di riorganizzazione ai quali sia correlato un aumento delle prestazioni del personale in servizio”. E, aspetto ancor più grave, nel rapporto della Ragioneria dello Stato vengono evidenziate anche “anomalie nella procedura di approvazione del bilancio preventivo 2008 e dei rendiconti di gestione relativi al periodo 2006-2007, con particolare riguardo: alla mancata approvazione da parte dell’organo consiliare entro i termini previsti dalla normativa; alla mancata corrispondenza, relativamente al preventivo 2008, tra i dati della delibera del consiglio comunale e quelli espressi nella relazione del Collegio dei revisori”.

Nel 2010, due anni dopo, il primo, clamoroso sviluppo dell’inchiesta.  Nel febbraio del 2011, durante la gestione Palazzo, attraverso una delibera di giunta, sottoscritta dal sindaco Franco Palazzo e dagli assessori Francesco Terruli, Donato Marinosci, Donatello Ancona, Vitantonio Caramia, Michele Giacovazzo e Giuseppe Semeraro, il Comune punta al recupero delle somme “indebitamente” percepite dai dirigenti dal 2001.

In una relazione dell’organo dei revisori dei conti protocollata a Palazzo Ducale nel giugno del 2012, si evidenziano, al centesimo, le differenze retributive attribuite ad ogni dirigente, in difformità delle disposizioni vigenti, rispetto a quanto effettivamente dovuto dall’Ente:

Dirigente Importo
Giovanni Simeone € 936.404,28
Francesco Paolo Ricci € 911.308,76
Raffaele Alberini € 827.495,77
Eligio Mutinati € 865.384,29
Francesco Simeone € 348.547,27
Antonio Michele Cito € 829.678,37
Giuseppe De Bellis € 34.373,21
Rodolfo Nobile € 165.736,21
Camillo Dell’Anno € 65.414,08
Vito Giovannetti € 37.641,54
Pasquale Longobardi € 48.573,11
Giovanni Barnaba € 61.392,06
Paolo Castellana € 10.742,87
Giuseppe Renna € 8.608,69
Giovanni Minardi € 1.848,97
Vitantonio Dell’Erba € 8.880,25
Giuliano Dompietro € 26.618,46
Giovanni Musa € 6.596,62
Sergio Aralla € 10.749,95
Michele Angelini € 3.726,21
Simone Ceppaglia € 19.037,91

[qui la fonte]

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Commenti

2 risposte a “"Stipendi d'oro": l'esposto, il blitz, le indagini, le somme, i sequestri”

  1. Avatar PIPPO
    PIPPO

    POVERE BESTIE !!!
    NON VI RENDETE CONTO NEMMENO DI QUANTO SIETE RIDICOLI !!!
    ACCATTONI !!!

    1. Avatar Massimiliano Martucci
      Massimiliano Martucci

      A chi si riferisce?

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