"Come tu mi vuoi" con Lucrezia Lante Della Rovere: "Essere è niente. Essere è farsi"

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LucreziaLanteCome tu mi vuoi“, lo spettacolo di Luigi Pirandello, liberamente adattato dal regista Masolino D’Amico, è andato in scena ieri sera, presso il Teatro Verdi di Martina Franca, riscuotendo enorme successo.

Protagonista indiscussa è Lucrezia Lante Della Rovere nel ruolo dell’ignota, che diventa, o prova a diventare, Cia.

In lei un uomo, Boffi, riconosce Lucia la moglie, scomparsa ormai dieci anni fa, di un proprietario terriero Bruno Pieri. Affascinata da quest’uomo che non ha smesso di attendere il ritorno dell’amata, Cia come veniva affettuosamente chiamata dalla famiglia, si lascia convincere a (ri)tornare in Italia, suo paese di origine, con la speranza di potersi appropriare di una nuova identità.

I parenti vogliono credere che lei sia Cia, cercano di trovare un segno particolare, che la identifichi, e poco importa se non le riconoscono le caratteristiche che aveva prima. Una tragedia che riecheggia, per la circostanza della sparizione e del ritrovamento fortuito, Il fu Mattia Pascal, romanzo del 1904; ispirata, però ad un fatto di cronaca dell’epoca che fece molto discutere, il caso Canera/Brunelli. Lo spettacolo è “Il gioco delle parti” perché ognuno crede quello che pensa di sapere o solo immaginare, al centro, i temi canonici di Pirandello, e più in generale, della letteratura del primo Novecento, la scomposizione dell’identità, il relativismo, l’ironia, l’inafferrabilità del reale. Una donna di cui rimane solo un corpo, pronta a calarsi in altri ruoli e vivere altre vite, accompagnata da una risata sarcastica, nevrotica.

Ma la verità è ben altra. Interessi economici che ruotano attorno alle terre e alla villa ristrutturata dal marito, insinuano in lei il dubbio che l’amore che aveva intravisto sia in realtà frutto di una necessità oggettiva nel riportare una qualunque Cia a casa.

Per lei il dubbio diventa così insostenibile. Si è fatta Cia per vivere quell’amore che le era stato promesso a Berlino, mentre ora non riesce più a comprendere la profondità o meno di questi sentimenti. Al marito ripete “Sono qua, sono tua; in me non c’è nulla, più nulla, di mio: fammi tu, come tu mi vuoi.”

Ma Cia non è una, come avviene spesso nelle commedie di Pirandello, c’è anche una donna pazza, ricoverata in un ospedale psichiatrico, che rivendica la stessa identità e che viene portata dallo scrittore dinanzi ai parenti. Il tentativo di Boffi di riportare a casa Cia fallisce, e Cia è alla fine quella che vogliono i parenti, del resto “non ci sono prove contrarie quando si vuol credere in quello che si vuol credere”. Essere è niente. Essere è farsi.

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