Crisi. Disoccupazione stabile in provincia di Taranto

come-riconoscere-annunci-di-lavoro-falsi-default-119836-0MARTINA FRANCA – Si scherza con gli amici: “La vacanza? Prenotiamo per il giorno dopo la crisi“. Riso amaro, c’è la crisi, faccio la formica, risparmio, metto da parte, prima o poi finirà. E il giorno dopo la sua fine, come se qualcuno potesse annunciarlo ufficialmente, si potrà iniziare di nuovo a vivere come prima.

Quella che noi chiamiamo crisi, comunemente, è il realtà lo scricchiolio di un sistema che evidentemente non avendo altro di cui nutrirsi, da qualche anno si nutre di sè stesso, come un cannibale, si ciba dei debiti che esso stesso crea, comprando e vendendo cose che non esistono nè in natura nè sono frutto del lavoro dell’uomo. La finanza slegata dall’economia produce mostri come i mutui subprime (è meglio fare una rinfrescata).

Bene, la Confcommercio di Martina Franca ci invia i dati relativi al 2012, in cui in maniera assoluta si dice che nel terzo trimestre del 2012 il saldo della natalità delle aziende che si occupano di commercio, turismo o servizi è negativo:

Commercio -166

Turismo -15

Servizi -227

Concentrandosi solo sulle imprese commerciali, e andando a spulciare i dati di Movimprese anche per il IV trimestre del 2012, andiamo a scoprire che il trend negativo continua a scendere. Da agosto a dicembre 2012 sono morte, in provincia di Taranto, altre 57 imprese di commercio.

La situazione, quindi, sembra epidemica, eppure possiamo affermare con una certa sicurezza che i meri dati non riescono a tracciare in maniera esauriente il quadro della situazione. Innanzitutto possiamo incrociare i dati di Movimprese con quelli dei centri per l’impiego territoriali. A Taranto, per esempio, da gennaio 2012 a gennaio 2013 c’è stato un calo della disoccupazione di quasi mezzo punto. Un fesseria, ma che in valori assoluti, significa decine di redditi in più, decine di vite cambiate (266 per la precisione).

Evidentemente accade che la crisi non colpisce tutti in maniera indiscriminata, ma sceglie selettivamente, le aziende da colpire. E quali sono possiamo provare ad immaginarlo: sono aziende che nel tempo non hanno innovato nè processi nè prodotti e che si sono trovate impreparate a gestire i nuovi strumenti comunicazione (più economici, ma più difficili da usare) e che non sono riusciti a motivare la loro presenza sul mercato. La crisi ha dimostrato che non si può vivere di rendita.

A Martina Franca, in un anno, si sono iscritti al Centro per l’impiego, 513 persone in più, andando ad aggiornare le statistiche. Sebbene siano cresciuti i disoccupati (81 in più), gli assunti sono di molto aumentati (477 in più). Gli inoccupati (coloro che non hanno mai lavorato), sono diminuiti (45 in meno).

 

 

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