Un'emozione Chiamata Libro, intervista a Walter Veltroni

 

Un pamphlet non più e non troppo buonista scagliato da Veltroni ( senza mai farne il nome) contro l’ex segretario del suo partito. Stavolta, persino per uno come Veltroni, la “pars destruens” è stata inevitabile: troppo clamorosa la sconfitta del centrosinistra nel recente febbraio, e troppo evidenti dal suo punto di vista le ragioni. Ha perso una sinistra conservatrice, rinserrata nelle proprie certezze non più dimostrabili, disinteressata a quanto avviene fuori dal proprio recinto.

Con  vezzo tipicamente veltroniano, in 140 pagine non compaiono mai i nomi di Bersani e di Renzi ( con il quale c’è sicuramente un forte sentire comune, ma Veltroni non gli perdona la “rottamazione” che ha riguardato anche lui), mentre compaiono i nomi di D’Alema e questa volta anche di Berlusconi.

La “pars construens” del libro è ampia, articolata intorno ai concetti di “responsabilità, comunità e opportunità”, e c’è, ovviamente, un forte richiamo al discorso fatto a suo tempo da Veltroni al Lingotto di Torino.

Di fronte alle obiezioni “poteva dirlo prima”, Veltroni anticipa la critica, “sì, è vero, se non mi fassi fatto fermare dallo spirito di unità”.

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