Un grande successo per il cantautore e poeta ostunese, Tonino Zurlo, il quale è rientrato quest’anno, nella cinquina delle Targhe Tenco 2013, sezione “Targa per l’album in dialetto”. Un successo per l’album dell’ostunese Zurlo, che si è presentato al concorso con l’album dal titolo “L’ulivo che canta”.
Tonino Zurlo è nato a Ostuni nel gennaio del 1946. Si è sempre occupato di restauro e di antiquariato. A 25 anni inizia a suonare la chitarra, improvvisando i brani musicali secondo la sua filosofia: ‘non è importante il ritmo del metronomo, ma quello del cuore’. Tonino inventa canzoni per ‘un mondo diverso’. Qualche anno dopo, inizia a frequentare il Folk Studio di Roma e, nonostante il successo, sembra proprio non interessargli quello con la esse maiuscola. E’ stato ‘scoperto’ solo qualche anno fa e del tutto casualmente, da Giovanna Marini, con cui ha collaborato in diverse occasioni. Ha suonato nelle università di Urbino, Parma, Milano, Napoli, Padova, Bari e in altre ancora. Nel 2003 realizza il suo primo CD ‘Jata viende’, per lasciare una traccia nella memoria.
Una delle voci più originali e più irriducibilmente radicali di tutta la canzone d’autore italiana. Piantato dentro la sua Puglia senza pizzica e taranta, Tonino Zurlo canta di anime e corpi, di vita e di morte, di santi e di idoli che appartengono a tutti, in un linguaggio musicale che intreccia un’antica voce contadina con le suggestioni del blues, dello swing, persino del gospel, valorizzata negli arrangiamenti essenziali e rispettosi di questo disco.
Il canto dell’ulivo secondo Tonino Zurlo, originale cantautore di Ostuni, è tutte queste cose insieme ed è il canto di un uomo sincero e diretto, intonato in dialetto. Dodici tracce, testi “forti” per lo più di critica sociale, una voce contadina in cui si avverte tutta la storia di un Sud dolorosamente emarginato, arrangiamenti scarni e molto espressivi, melodie popolari con forti accenti drammatici e blues ne costituiscono i tratti salienti che, ad ogni modo, pongono l’autore al di fuori di ogni schema precostituito. Al terzo CD (i precedenti sono usciti nel 2003 e nel 2007.
La Targa per l’album in dialetto, riservata ai cantautori, ha visto la vittoria di vede come finalisti: Cesare Basile, con l’album omonimo: Cesare Basile, nella cinquina dei dischi, anche Canzoniere Grecanico-Salentino, Pizzica indiavolata, Collettivo Dedalus, Ammâšcâ, Giulia Daici, Tal cil des acuilis, Gatti Mézzi, Vestiti leggeri ed il nostro Tonino Zurlo, con L’ulivo che canta.
Le Targhe Tenco non sono assegnate dal Club Tenco ma da una giuria alla quale vengono chiamati più di 200 giornalisti (di gran lunga la più ampia e rappresentativa in Italia in campo musicale), il cui voto avviene in due fasi. Con la prima, appena svoltasi, vengono selezionati i 5 finalisti (o più, in caso di ex aequo, come accade quest’anno in due sezioni). Con la seconda, che è terminata nei giorni scorsi, nella quale, è stato proclamato il vincitore di ogni sezione.

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