Olympique, dove sei? Questa e tante altre domande risuonano nella testa dopo la prima giornata di campionato. Una sconfitta, la seconda stagionale, per certi versi più meritata anche della prima. Una sconfitta che fa male, ovviamente, ma anche una sconfitta da cui ripartire. L’esordio metteva di fronte il Futsal Lecce, squadra molto giovane ma già discretamente quadrata che seppur non rappresentando il pericolo massimo della stagione ha messo a nudo tutti i problemi della squadra di Iaia.
Quintetto rodato per i padroni di casa, scesi in campo con Di Bari, Sgura, Saponaro, Nacci e Giandonato. Il grosso problema della partita viene subito identificato, trattasi dell’estremo difensore leccese Urgese, oggi in vero stato di grazia. L’inizio non promette male e infatti seppur a velocità ridotta, l’Olympique gioca. La banda terribile di mister Vetrugno non sta a guardare e non appena può riparte in contropiede guidata dall’ostunese Giglio. Il primo vero passaggio sbagliato infatti costa carissimo ai locali che vanno sotto dopo un contropiede magistrale concluso da Arnesano. La sveglia suona e sembra cambiare il vento. Urgese chiude davvero tutto ma non può nulla sul colpo di testa di Quartulli, piombato in area a concretizzare un cross di Sgura. La partita diventa bella, i portieri diventano i protagonisti assoluti. L’Olympique trova anche il vantaggio grazie a Fumarola che conclude una bella combinazione. Forte del 2-1 la squadra di casa prova a spingere alla ricerca del terzo gol ma la poca lucidità e la fretta portano tutte le conclusioni a infrangersi su Urgese. Se non segni, ti segnano, lo dice la storia. E così un calcio di punizione generoso regala il pareggio al Lecce che sfrutta un blocco in barriera per battere Di Bari. Primo tempo con squadre a riposo sul 2-2.
La ripresa parte male. Ansie e amnesie si mischiano generando un pericoloso cocktail di insicurezze ( a volte imbarazzanti) che facilita il compito del Lecce. Arrivano il 2-3 e il 2-4 in rapida successione con Giglio vero trascinatore dei suoi. Iaia ruota tutti gli effettivi per cercare la soluzione ai numerosi problemi emersi ma è la testa della squadra a non rispondere. Il tiro al bersaglio sempre perdente contro Urgese non aiuta. Una squadra in cerca di una sua identità che non può rivolgersi sempre al proprio cuore guerriero(sempre indiscutibile) per tirarsi fuori dai guai. Quando l’arbitro fischia finalmente il sesto fallo consegnando a Sgura il tiro libero la speranza è ancora accesa. Capisci che non è proprio giornata quando anche il capitano stampa sulla traversa la propria occasione. Il gol del 3-4 di incerta paternità(Sgura tira, un difensore devia e Urgese smanaccia a palla già entrata) non può far altro che aumentare i rimpianti. Al fischio finale festeggiano i salentini consapevoli di aver compiuto un’impresa facendo di tutto per meritarlo. Ben posizionati, coraggiosi e anche fortunati, combinazione che fa ben sperare.
In casa Olympique invece sono numerosi i grattacapi a cui mister Iaia dovrà velocemente trovare una soluzione. La testa e le gambe sembrano non esserci. Presto per parlare di crisi,vero, ma i tempi sono già maturi per far partire la riscossa. Il campionato, stando anche ai risultati degli altri campi, si prospetta complicato. Molte squadre,alcune nuove, ambiscono alle poltrone d’onore. Come già successo altre volte le uniche medicine in grado di risolvere i problemi si chiamano gruppo e lavoro. I ragazzi sono uniti e da queste sconfitte troveranno la forza di ritornare a essere l’Olympique che tutti conoscono. Il lavoro non manca mai ma è certo che continuare ad allenarsi in situazioni difficili non aiuta. Si aspettano notizie positive e serenità su più fronti.
Sabato a Fasano è già ora di riscossa.
ASD OLYMPIQUE OSTUNI
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