A Firenze premiata la gestione sostenibile della zona umida e antico impianto di acquacoltura di fiume Morelli

Il 9 dicembre scorso presso la prestigiosa sede dell’Auditorium di Sant’Apollonia a Firenze, in occasione dell’VIII Tavolo Nazionale dei Contratti di Fiume, il Parco Regionale delle Dune Costiere è stato premiato per la gestione sostenibile della zona umida e dell’antico impianto di acquacoltura di Fiume Morelli.

Antesignano in questo metodo di gestione e di coinvolgimento dei proprietari delle aree e terreni, i Contratti di Fiume stanno ricevendo recentemente una significativa crescita correlata al susseguirsi di eventi drammatici, legati all’aggravarsi del rischio idrogeologico, alle conseguenze del consumo di suolo ed a tutte quelle criticità che per essere affrontate necessitano di strategie di prevenzione e processi di governance collettiva. Dall’Osservatorio del Tavolo Nazionale dei Contratti di Fiume si registra una sempre maggiore capacità da parte degli stessi di integrare i piani e le norme sulla gestione e tutela delle acque con quelli per la difesa del suolo, del paesaggio e lo sviluppo economico dei territori. Nel Tavolo Nazionale di Firenze sono state promosse buone pratiche che hanno fornito un contributo al dibattito in corso sugli argomenti emergenti e di maggior rilevanza.

La Commissione composta da esperti e rappresentanti del WWAP-UNESCO, dell’Università di Firenze, di Federparchi, della Regione Toscana ed Emilia Romagna, dell’Ispra, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, oltre al presidente delle Agende 21 Italiane, ha considerato le attività messe in atto dal Parco tra le esperienze italiane più significative.

L’antico impianto di acquacoltura Fiume Morelli, rappresenta infatti un modello sostenibile di gestione di un’area pubblica, recuperato nel 2006 ad opera del Comune di Ostuni che ne è proprietario, e che ha vistoil ripristinodell’attività di acquacoltura tradizionale delle anguille e cefali,ormai abbandonato da decenni la cui gestione è certificata con metodi biologici.Per realizzare ciò sono stati coinvolti i pescatori del posto che manutengono il luogo senza dover gravare sui bilanci pubblici, sono state coinvolte le associazioni gastronomiche, culturali e ambientaliste che svolgono attività legate alla visitazione e conoscenza dei luoghi, i ristoratori e gli agriturismi con il marchio del Parco che offrono la possibilità di far conoscere a tavola oltre ai prodotti del Parco, le anguille ei cefali pescati a Fiume Morelli. L’allevamento non prevede l’inserimento di nuovi capi da ingrassare, ne tanto meno l’apporto di mangimi. Il prelievo delle anguille tiene conto del fatto che si tratta di una specie in via di estinzione, infatti i capitoni (le anguille femmine mature sessualmente), una volta intrappolate nelle nasse vengono liberate in acqua al fine di consentire loro di raggiungere il Mar dei Sargassi, dove dopo essersi riprodotte moriranno. Nell’area si svolgono attività di educazione ambientale e alimentare che coinvolgono tante scolaresche e visitatori. Insomma un luogo fino a pochi anni abbandonato a se stesso che dopo essere passato nella proprietà comunale grazie al coinvolgimento di una serie si soggetti è ritornato a vivere garantendo conservazione della natura e gestione economica sostenibile. Queste le motivazioni della Commissione di Giuria del Premio che ha selezionato la realtà del Parco: per aver dimostrato con l’esperienza progettuale realizzata a Fiume Morelli le potenzialità del recupero ambientale ottenibile attraverso la valorizzazione della sapienza locale e la partecipazione degli abitanti.Insomma un modello di partecipazione e condivisione che va replicato ed esteso anche in contesti più ampi.

Ufficio Stampa Comune di Ostuni

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