Ostuni, quinta edizione di Viva Viva la Befana

Domenica 05 gennaio 2013 a partire dalle ore 17 nell’area mercatale di Ostuni, il Gruppo Folk “Città di Ostuni” presenta la quinta edizione della manifestazione “Viva viva…la Befana”.

Per molto tempo la notte della Befana è stata considerata una notte magica. La Befana era attesa con ansia ma anche con preoccupazione, poiché era portatrice non solo di doni ma anche di castigo (i doni per i buoni, il carbone per i cattivi). Fino a non molti decenni fa la vera festa dei bambini era proprio l’Epifania, il giorno in cui arrivavano i giocattoli che spesso erano fatti in casa con materiale d’occasione. Poi col passare del tempo Babbo Natale e il suo consumismo ha preso il sopravvento e la Befana ha passato “un brutto quarto d’ora…” tanto che la sua festa fu addirittura abolita per legge di Stato nel 1977, e , a furor di popolo, fu reintrodotta nel 1985.
“Viva Viva … la Befana”, organizzata dal Gruppo Folk “Città di Ostuni” in collaborazione con il Comune di Ostuni, Assessorato alle Attività Produttive, si pone l’obiettivo di recuperare e rinvigorire l’antica tradizione popolare della festa della “Befana”.
“Viva viva…la Befana”, pertanto, è stata ideata nell’ottica di recuperare tale rito, radicato nella cultura popolare, che evoca nell’immaginario collettivo l’anno vecchio che se ne va e l’arrivo del nuovo anno, proteso verso orizzonti migliori e rinnovate speranze. Il giorno dell’Epifania deve tornare ad essere, per i bambini, “il giorno dell’attesa” in grado di coinvolgere anche gli adulti.

“Viva viva…la Befana” è concentrata sulla riproposizione del rito che un tempo veniva eseguito nella notte della Befana, quando venivano accesi bellissimi falò. In cima a questi falò veniva messo un grande fantoccio che rappresentava la Befana cattiva, che doveva essere brutta da far spavento. Quando cominciava a far buio, tutta la gente, grandi e piccini, si radunava attorno al falò e il più anziano di tutti gli dava fuoco con grande gioia. Allora attorno al fuoco che ardeva con gran rumore, tutti cominciavano a saltare, ballare, cantare: la speranza era che l’anno che stava incominciando portasse solo cose buone e tanta fortuna, che il raccolto dei campi fosse ricco e abbondante. Così bambini e ragazzi con tizzoni accesi correvano per i prati e per i campi arati, cantando a squarciagola.
Ad un certo punto, le fiamme del falò raggiungevano finalmente il pupazzo della Befana cattiva e cominciavano a bruciarla quasi fosse stata una brutta strega condannata a morire.
Ciascuno, in cuor suo, si immaginava che con quella cattiva vecchiaccia, bruciassero anche le brutte cose successe durante l’anno, tutti i dolori e le tristezze sofferti.
Quando le fiamme avevano bruciato la cattiva Befana e si spegnevano lentamente, si diceva che, morta la crudele vecchia, da quel rogo rinascesse finalmente la Befana buona, portando un gran regalo per tutti: la speranza che il nuovo anno potesse essere migliore di quello vecchio e che per tutta quella gente raccolta attorno al fuoco potesse esserci pace, e prosperità.
Solo quando anche l’ultima fiammella si era spenta si poteva tornare a casa.
L’arrivo della Befana era solo questione di poche ore.

Una notte magica per grandi e piccini. Non mancherà la musica popolare ostunese con il Gruppo Folk “Città di Ostuni”: la pizzica pizzica e la gastronomia tradizionale del periodo Natalizio con pettole, baccalà fritto, puccetedde e vino cotto.

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.