Ostuni, domani sera presentazione del libro ‘Elogio del ripetente’ di Eraldo Affinati

Domani sera, venerdì 17 gennaio, alla “Casa della Musica” in Via Rossetti, ad Ostuni lo scrittore Eraldo Affinati presenterà il suo volume “Elogio del ripetente” (Mondadori, 120 pagine, 10 euro).
L’incontro è organizzato dal Rotary Club Ostuni-Valle d’Itria-Rosa Marina e dal “Presidio del libro” di Ostuni. Affinati, nel dicembre scorso, è stato tra i finalisti del premio di letteratura per ragazzi “Il Castello Volante” organizzato dal Rotary Club e dal Comune di Carovigno, con il suo “L’11 settembre di Eddy il ribelle” e fu nel 1997 tra gli ospiti della prima edizione di “Un’emozione chiamata libro” ad Ostuni con il libro “Campo del sangue”.
Affinati, romano, insegna alla Penny Wirton, scuola di italiano per stranieri.
“Elogio del ripetente” è una riflessione sulla nosra scuola, sui suoi problemi e sulle sue speranze: ” Pinuccio non fa i compiti. Mirko gioca col cellulare. Davide rompe le penne. Romoletto scrive “vado ha casa”. Siamo di fronte a vecchi Pinocchi o nuovi somari? Cosa succede nella testa di molti adolescenti di oggi? Perché è così difficile coinvolgerli nelle attività didattiche?”
Per rispondere a queste domande non basta analizzare le statistiche dell’abbandono scolastico o interpretare i risultati delle prove di verifica. Bisogna indagare sulle emergenze sociali e culturali del nostro mondo, legate alla rivoluzione digitale, alla crisi della famiglia, alla frantumazione informativa, alla decadenza di principi morali un tempo ritenuti invalicabili.

Affinati, da sempre impegnato nel recupero dei ragazzi difficili, racconta con tenerezza non priva di ironia lo splendore e la fragilità dei quindicenni con cui divide l’esistenza quotidiana. Riflette sulla sua esperienza di insegnante scegliendo il punto di vista del ripetente, cioè colui che fallisce, ma proprio per questo può aiutarci a capire cosa non ha funzionato e perché. La valutazione, la nota, i genitori, la questione del voto, le canne, la finzione pedagogica, i programmi, i consigli di classe, le autogestioni, gli alunni non italiani, i dislessici: questi e altri nodi sono affrontati, con appassionata competenza, nella consapevolezza che la sfida educativa contemporanea è un impegno decisivo per uscire da una crisi etica che riguarda tutti. Pagine che si chiudono con l’immagine di una scuola diversa: la Penny Wirton, dove si insegna la lingua italiana ai ragazzi immigrati e proprio i “ripetenti” hanno la possibilità di vedersi con occhi nuovi e liberarsi dalla loro maschera aiutando i coetanei che arrivano da tutto il mondo.

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