Quando lo sport regala emozioni e senso civico: l’esempio dai giovanissimi calciatori

Riceviamo e pubblichiamo una nota inviataci da un lettore.

Mentre domenica mattina passeggiavo in riva al mare sul litorale barese mi è capitato di guardare due squadre di giovani calciatori che disputavano una partita. Sono rimasto particolarmente colpito, tanto che mi sono fermato ad osservarli per un po’ e nel frattempo sono venuto a sapere che era una partita alquanto importante, visto che sul campo si stavano sfidando la prima e la terza  in classifica degli allievi regionali pugliesi, rispettivamente del Monopoli e del Carovigno.

Nonostante l’arbitraggio, che ha lasciato molto a desiderare, ho visto due squadre che hanno cercato la vittoria, dandosi “battaglia” con una grinta e un rispetto reciproco, che forse si è perso nelle squadre di livello superiore, nelle quali si pensa solo alla competizione sfrenata, spesso andando oltre le regole e facendo vedere ai nostri figli che per ottenere una punizione o un rigore bisogna essere aggressivi e a volte violenti oppure pensare a ripetere schemi o situazioni visti in televisione, volendo imitare i “Ronaldo” o i “Cavani” di turno!

Domenica, invece, ho visto dei ragazzi pieni di vita, coraggiosi, che non si sono arresi di fronte alle difficoltà, in modo particolare, il Carovigno, senza nulla togliere al Monopoli, nonostante stesse in svantaggio, avesse preso diverse traverse , un rigore annullato, non si è dato per vinto. Un giocatore fra tutti mi ha colpito, perché è stato l’espressione della volontà di tutti i suoi amici e della stessa squadra avversaria: il portiere brindisino, che ha difeso la sua porta come un giaguaro, senza alcun timore, volando fra i pali , regalando emozioni e suspance, che niente lo faceva meno di un vero campione! Spronati dai loro allenatori, entrambe le squadre, hanno lottato senza paura, ma con un garbo e una correttezza che è difficile da trovare ai giorni d’oggi sui campi da gioco.

Tutto questo mi ha davvero impressionato positivamente tanto da spingermi a voler comunicare a voi tutti quest’esempio di sana competizione. Vorrei che questo mio scritto possa incoraggiare tutte quelle piccole società sportive a prendere esempio da queste squadre e dai loro Mister, che sicuramente mettono il cuore e la passione in quello che fanno, oltre alla professionalità che cercano di insegnare ai loro ragazzi, avendo come primo obiettivo l’educazione al rispetto dell’altro e il creare un gruppo coeso, che possa nelle singole individualità e personalità del quale è formato, crescere sperando di diventare migliore e spendere nella vita gli insegnamenti avuti sul rettangolo di gioco!

 

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