Stasera l’OrchExtra Large di San Vito alla tappa leccese di “Next, la Repubblica degli Innovatori”

OrchExtra LargeVincenzo Gagliani e L'OrchExtra Large

 

 

 

 

 

 

 

di Silvia Di Dio

Arriva in Puglia e chiede di loro la carovana di “Next, la Repubblica degli Innovatori”, progetto che rintraccia e racconta l’Innovazione in ogni angolo d’Italia, già inaugurato a Milano e a Matera nelle scorse settimane: questa sera “l‘ORCHEXTRA LARGE – la filarmonica dell’ExFadda” di San Vito dei Normanni sarà infatti una dei protagonisti della fermata del tour nella città di Lecce,  candidata Capitale della Cultura 2019.

Una commistione di stili ed esperienze per avvolgere il Teatro Paisiello, location della tappa salentina. E per raccontare la World Music Italiana. I nexter dell’orchestra di San Vito faranno conoscere l’essenza del loro ensemble che crede alla specificità della tradizione come risorsa e non contempla nessuna estraneità: la musica unisce e vuole crescere, includere, provare. L’innovazione sta proprio lì, ed è questa voglia di fondere storie diverse che riunisce nell’OrchExtra i più rappresentativi esponenti della musica etnica italiana.

OrchExtra Large è un produzione della “World Music Academy” (WMA), centro sperimentale di formazione e produzione di musica etnica, diretto da Vincenzo Gagliani, considerato uno dei massimi esperti di tamburello in Italia.

Una di quelle storie belle di cui va alla ricerca il progetto Next, insomma. Una conferma del potere dei sogni. Ed inoltre “non c’è innovatore che non abbia bisogno di un gruppo di pazzi sognatori che sposino il progetto. Ho imparato che per realizzare bisogna imparare ad avere bisogno degli altri, non a farcela da solo”, commenta lo stesso Vincenzo Gagliani, entusiasta del percorso e della forma mentis che sottende l’impegno artistico della World Music Academy di San Vito.

Oltre a presenze internazionali, la base dell’orchestra è costituita da musicisti di varie regioni italiane che hanno in comune percorsi artistici trasversali: Vincenzo Gagliani (Direzione artistica, Tamburello, Percussioni), Emanuele Coluccia (Arrangiamenti, Sax soprano, Sax tenore), Giuliana De Donno (Arpe popolari), Domenico Mancini (Violino, Salvatore Ancora, Basso elettrico), Francesco Loccisano (Chitarra Battente), Vito De Lorenzi (Batteria, Percussioni Mediorientali), Gianluca Milanese (Flauto traverso, Flauti etnici) Giuseppe “Spedino” Moffa (Chitarra, Zampogna, Voce, Fisarmonica), Fabrizio Piepoli (Voce), Gabin Dabirè (Voce), Francesco “Pizzetto” Guadalupi (Sound Engineer).

Dalla propria tradizione per arrivare al jazz, al flamenco, alla musica colta, alla tradizione indiana. C’è chi la strada l’ha percorsa al contrario, ma ha raggiunto la medesima consapevolezza: lo scopo è condividere un’esperienza e consegnarla alle nuove generazioni.
Del resto, è per questo che due anni fa gli stessi musicisti si sono trovati nella World Music Academy, costruendo poi la propria didattica su metodi di nuova generazione applicati agli strumenti etnici, in un tutt’uno di sperimentazione e filologia.

Quella di questa sera, pertanto, si colloca come ulteriore conferma del valore di un cammino artistico che alla preparazione affianca la necessità di apertura e condivisione. Il direttore della WMA: “Si tende a restringere i gruppi di lavoro, noi ci allarghiamo, condividiamo, includiamo, o almeno ci proviamo”.

OrchExtra Large traduce in musica i principi cardine di ExFadda – ci tiene a concludere Vincenzo – scambio continuo tra chi ha esperienza e chi ha voglia di imparare, uno spazio mentale e fisico capace di contenere quante più idee e sensibilità possibili”.

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