Pubblichiamo un nuovo contributo di Barbabianca, anonimo commentatore delle vicende politiche ostunesi, da cui, come al solito, ci dissociamo :)
“Savonarola, e che è? Oh! Diamoci una calmata, eh! Oh! E che è? Qua pare che ogni cosa, ogni cosa uno non si può muovere che, questo e quello, pure per te! Oh! Noi siamo due personcine perbene, che non farebbero male nemmeno a una mosca…”. Questa parte della meravigliosa lettera di Troisi e Benigni mi ricorda la situazione pre-ballottaggio ostunese. Da una parte l’astio e la rabbia del centrodestra (a dir la verità il Generale non ha proferito impropero) e dall’altra la “forza tranquilla” del Santoro che pare l’unico tranquillo insieme a qualche giovane leva che lo segue, pochi a dir la verità perché gli altri sono rossi di rabbia come il sempiterno Tanzarella che pare una Iena. Finanche un ragazzo quieto e sereno come Giuseppe Tagliente si è lasciato scappare nella foga comiziale un “brutti ceffi” riferito alle forze pro Coppola e lì “apriti cielo”: fra le file del centrodestra inizialmente era arrivata la notizia che il giovane avesse detto “cessi” poi, a puntualizzazione dello stesso e dei suoi si è scatenato l’inferno. Insomma il centrodestra poteva, al limite, accettare la parola “cessi” ma “ceffi” proprio no! Quindi al limite del ridicolo da entrambe le parti. I ragazzi che fino a poco tempo fa sembravano agnelli si sono trasformati in lupi. Insomma Ostuni è vittima del delirio, si risvegliano vecchie faide famigliari, se ne creano di nuove e si risvegliano le perenni lotte nel PD dove si apre la discussione sull’opportunità di ricandidare o meno il consigliere Giovanni Epifani alle prossime elezioni regionali, reo – a dire di alcuni piddini e forse delle urne- di non essere stato capace di eleggere alcun consigliere comunale vicino a lui. Si aprono lotte in seno al Partito di Renzi anche per la squadra che il buon Santoro ha deciso di affiancarsi in caso di vittoria. Pare che il più suffragato Angelo Melpignano sia stato tenuto fuori fino all’ultimo salvo poi recuperarlo per quieto vivere, almeno fino a domenica prossima. Nel centrodestra questa situazione fa gongolare i più anche se a ben guardare alcuni eletti c’è poco da godersela. Insomma non sono molte le “cime” a dire il vero. In conclusione è certo che nella città bianca manca qualsiasi ipotesi di coesione sociale e chiunque verrà eletto dovrà farsi carico di provare a “unire” la città sperando che non ci resti solo da piangere.
Barbabianca

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