I movimenti politici di Ostuni, Brindisi e Fasano contro le trivellazioni petrolifere

Stop alle trivellazioni in mare! E’ questo l’appello nei confronti dei parlamentari pugliesi dei tre movimenti politici, “Brindisi Bene Comune”, “Ostuni Città Nuova” e “In Comune” di Fasano. Una vera e propria campagna di sensibilizzazione verso i cittadini e contro le istituzioni favorevoli all’estrazione del petrolio nel mare Adriatico.

“Lo spettro di un’autentica catastrofe economica” – commentano in una nota i tre movimenti politici capeggiati da Riccardo Rossi, Franco Colizzi e Vito Bianchi – “ed ambientale si profila all’orizzonte della Puglia”. L’appello è rivolto anche nei confronti delle istanze di valutazione da parte della Global Petrolrum nel giugno scorso: “Il 5 giugno 2014, infatti, sono pervenute al Ministero dell’Ambiente italiano quattro istanze di valutazione di impatto ambientale presentate dalla multinazionale Global Petroleum Limited per permessi di ricerca di idrocarburi in mare, proprio di fronte alle province di Brindisi e Bari. L’area interessata dalle indagini copre complessivamente circa tremila chilometri quadrati, ed è posta ad una distanza oscillante fra le 27 e le 50 miglia nautiche dalla costa”

Intanto il 4 agosto scadono i termini per la presentazione delle osservazioni del pubblico e la Global Petroleum Limited, dopo quel termine, potrà verificare l’entità delle riserve di petrolio nell’Adriatico, attraverso gli “air-gun”, ovvero violente esplosioni di aria compressa in mare. Per Ostuni Città Nuova, Brindisi Bene Comune e in Comune di Fasano, le conseguenze saranno devastanti per la pesca e turismo, facendo riferimento a ciò che è successo nel Golfo del Messico qualche anno fa, a causa della piattaforma della British Petroleum.

La presenza della “Rainbow Warrrior” di Greenpeace a Brindisi, nell’ambito della campagna “Non è un paese per Fossili” contro l’estrazione di carbone e petrolio, fa ben sperare  e non fa altro che rafforzare la lotta contro le trivellazioni in mare perché “le dinamiche legate al binomio “petrolio-denaro” sono declinate a spese e sulla pelle dei cittadini”

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