“Salviamo Torre Guaceto”. La Lettera dei Comitati Civici alla Regione

Lettera da Torre Guaceto

 

Gentile Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola,

Gentile Assessore Angela Barbanente,

Gentili Consiglieri Regionali,

 

Vi scrivo a nome del Forum dei comitati civici che dal 26 settembre, giorno dell’arrivo delle prime acque del depuratore consortile di Carovigno nel Canale Reale e quindi nella Zona A della Riserva di Torre Guaceto, è mobilitato contro una lingua di liquami e umana miseria che minaccia Torre Guaceto e il suo indotto, non solo economico, ma anche di sogni, passioni e progetti.

“Torre Guaceto, la portabandiera della buona gestione delle Aree Marine Protette del Mediterraneo”, l’area scelta per rappresentare il mare protetto d’Italia all’Expo 2015, terra di Presidi Slow Food, di progetti di Terra Madre, di creazione artistica e residenza teatrale, di turismo, educazione e conservazione “i cui risultati ottenuti sono presi a modello in tutto il mondo”, sta per essere sommersa, per mano della stessa Regione Puglia, da uno “tsunami di liquami”. Anzi, sta già accadendo: tre tonnellate circa al giorno, per l’esattezza, che ad oggi, 21 ottobre, fanno ventisette tonnellate in piena Zona A, quella di maggior protezione. In un solo colpo, dopo anni di malgoverno, ci giochiamo anche Torre Guaceto oltre la già compromessa falda.

Ci siamo incontrati con Lei, Gentile Presidente, a San Vito dei N.nni dove ci siamo lasciati con la promessa di un incontro con l’Assessore Barbanente per il giorno dopo (che non c’è stato) e con la promessa di veloci soluzioni per “non macchiarsi di quest’onta” (che non ci sono state).

Nel frattempo si è espresso il mondo scientifico del quale reclamava la voce, ci sono state due manifestazioni in Riserva, una a Bari finita intorno al tavolo dei capigruppi del Consiglio regionale e ad una votazione all’unanimità per la soluzione del problema, una a Brindisi, sempre in centinaia, nello stupore di non credeva in una tale partecipazione e intanto altri comitati che nascono ogni giorno come mobilitazione di un intero territorio.

Dal fango della nostra terra viene fuori che l’apertura dello scarico è solo il segno che più ferisce gli occhi di un’area silenziosamente e tacitamente assediata anche da un impianto di compostaggio industriale previsto nelle campagne di Serranova, l’uliveto della Riserva terrestre, e da un complesso di discariche sotto sequestro giudiziario, Autigno-Formica, che da anni avvelenano la falda dell’Area Marina Protetta e che continuano ad essere la meta dell’emergenza rifiuti di mezzo sud’Italia.

Dalle nostre parti siamo abituati, quasi assuefatti, alle lotte per l’ambiente, ma in questo caso, nel caso di Torre Guaceto, l’energia che correva di mano in mano nella catena umana di sabato scorso a Brindisi era la rabbia di chi è ferito nella bellezza, nel senso più puro e salvifico di bellezza, persa la quale è davvero la fine della possibilità. Quando si tocca quella, non ci sono piani che tengono. Si diventa orsi feriti nell’offesa dei propri figli. Esattamente nello stato d’animo passionale che lei, Gentile Presidente, ha compreso e difeso durante il nostro incontro di San Vito dei Normanni.

Dalle nostre parti si fa presto ad abituarsi all’emergenza e la rivendicazione asmatica del rispetto e dell’ascolto diventano condizione normale dimenticandosi col tempo di come si viveva prima e di come si potrebbe vivere in un paese dove le istituzioni sono pagate dai cittadini per essere al servizio dei cittadini. Mi ripugna un paese dove gli uomini si compiacciono delle belle manifestazioni che riescono a organizzare e dove l’emergenza diventa normalità. E’ un meccanismo perverso che spegne il fuoco. Bene, le manifestazioni le sappiamo fare. L’abbiamo visto. Ora andiamo avanti: noi vogliamo risolvere. Non ci fate disperdere energie. Se quell’energia di rabbia della catena umana dei settecento di Brindisi potesse diventare energia creatrice, ma ci pensate che bellezza? Ci pensate come cambierebbe il Sud? Ci pensate come ci scrolleremmo di dosso questo velo di rancore? Ci pensate come sareste meno soli? Non siate complici dello sfollamento del Sud, so che fa tremare le gambe anche a voi, ha la stessa puzza degli angoli dimenticati. Noi vogliamo abitare altri paesaggi. Voi chiudete lo scarico nella prossima settimana.

Aspettiamo vostre nuove.

Per Il Forum dei Comitati Civici in difesa di Torre Guaceto, Luigi D’Elia

Torre Guaceto, 21 ottobre 2014

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