MARTINA FRANCA – La storia dell’umanità è caratterizzata dal movimento e dalla creazione continua di reti e intrecci tra persone, popoli e culture provenienti da contesti geografici diversi. L’Italia è stata interessata dal fenomeno dell’emigrazione soprattutto nei secoli XIX e XX quando in milioni, a più riprese, decisero di partire per terre lontane, soprattutto Argentina, Brasile e USA, ma anche in Europa tra Germania, Svizzera e Belgio. Una vera e propria invasione di italianità nel mondo, fino al grande miracolo italiano iniziato negli anni 70, quando in decisero di tornare in patria.
L’Italia è tra i primi Paesi Industrializzati ad esportare cervelli e manodopera, basti pensare che tra Basile, Argentina e USA ci sono circa 65 milioni di oriundi di origine italiana (20 milioni solo in Argentina circa il 50% della popolazione ndr), uomini e donne che molto probabilmente non hanno mai visitato la loro patria d’origine. Ed è in un contesto del genere che nasce il giornale “Italo-Americano“, un settimanale bilingue al servizio della comunità Italo-Americana, per l’appunto, con sede in California, che ha come missione quella di promuovere e preservare la cultura e il patrimonio italiano negli USA.
Fondato nel 1908 da Gabriello Spini, è il giornale più antico degli Stati-Uniti sulla cultura italo-americana, rappresenta una finestra sul mondo italiano per chi, per svariate regioni, si trova in terra “straniera” pur avendo italiche origini. Un settimanale di approfondimento sulle notizie che caratterizzano la comunità Italo-Americana, “Informare, unire e assistere” – come diceva il suo fondatore, che nei giorni scorsi ha pubblicato un articolo suoi luoghi più belli della Puglia.
Tra questi viene citata anche Martina Franca e il suo Barocco.
A scrivere l’articolo “Dal barocco di Martina Franca alle ceramiche di Grottaglie” è il giornalista Fabrizio Del Bimbo, che racconta un viaggio alla scoperta nei luoghi più belli della Puglia in autunno, “quando non è più possibile stare al mare e si può privilegiare l’entroterra e le sue bellezze”.
“Martina Franca – si legge nell’articolo -, nota per l’architettura barocca e il festival musicale della Valle d’Itria, sorge sulle propaggini meridionali della Murgia, al confine delle province di Taranto, Brindisi e Bari. La basilica di San Martino, eretta nella seconda metà del Settecento, sul luogo della precedente collegiata romanica, è la perla del barocco martinese“.
Con una facciata “meravigliosa e maestosa” la Basilica è il punto più alto del Barocco martinese, secondo l’autore che si sofferma a descriverne i dettagli: “Nell’interno degni di nota sono l’altare maggiore in marmi policromi del 1773 di scuola napoletana, l’ampio cappellone del Santissimo Sacramento, un presepe opera di Stefano da Putignano e varie tele di Domenico Antonio Carella“.
Non di meno Palazzo Ducale: “Iniziato nella seconda metà del Seicento per volontà del duca Petracone Caracciolo, in esso l’elemento rinascimentale si incrocia con il Barocco d’ispirazione leccese e l’impronta architettonica locale. Un tempo residenza dei duchi Caracciolo, attualmente è sede del Municipio. Notevoli all’interno le sale dell’Arcadia, del Mito e della Bibbia, che prendono il nome dai cicli di tempere che decorano le pareti”.
Inoltre nell’articolo viene citata anche Grottaglie, principale e fiorente centro di produzione ceramica in Puglia, “l’unico centro pugliese protetto dal marchio Doc (denominazione di origine controllata) ed inserita nel ristretto elenco delle 28 città della ceramica italiana”.
“Nel cuore di questa caratteristica cittadina, lungo la gravina San Giorgio – scrive il giornalista – si è formato nei secoli un intero quartiere di esperti ceramisti i quali, ricavando laboratori e forni di cottura nella roccia di ambienti ipogei utilizzati in passato anche come frantoi, hanno saputo sviluppare una fiorente attività artigianale oggi riconosciuta ed apprezzata in tutto il mondo. Grottaglie stessa sorge su un territorio segnato dalla presenza di gravine, sui fianchi delle quali sono state scavate molte grotte, ne sono una testimonianza il centro storico che è completamente scavato nel tufo e le Cave di Fantiano, ora sede di un teatro all’aperto dove ogni anno si svolge il Festival Internazionale Musica Mundi di musica etnica e popolare“.

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