Rooms 2.0. A teatro la storia di un fenomeno pericoloso, l'isolamento

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MARTINA FRANCA – Con lo spettacolo “Rooms 2.0. Drammaturgia per attrice e coro web” della compagnia About:blank si è inaugurata ieri, venerdì 14 novembre, presso il Teatro Verdi, la stagione di prosa del Comune di Martina Franca, Assessorato alle Attività Culturali organizzata dal Teatro Pubblico Pugliese.

Una stagione teatrale che avrà come filo conduttore “la riflessione sull’identità colta nei suoi aspetti boderline”, un termine inglese che letteralmente significa “linea di confine” con riferimento a situazioni patologiche di disturbi della personalità. Racconti di uomini e donne che come i più abili funamboli oscillano sulla fune della “normalità” con il vuoto intorno tra psicosi e nevrosi.

Tra questi rientrano i cosiddetti hikikomori. Un disturbo borderline 2.0, come suggerito anche dal nome dello spettacolo, che fa riferimento ad un fenomeno giapponese, e non poteva essere altrimenti, ossia a coloro che scelgono autonomamente di ritirarsi dalla vita sociale apparentemente senza motivi. Un fenomeno che coinvolge milioni di giovani in tutto il mondo, anche italiani.

La compagnia About:blank, che nel gergo di internet letteralmente significa pagina vuota, ma è il nome anche di un virus o spyware molto diffuso, porta in scena “Una drammaturgia per attrice e coro web”, la protagonista è sola, ma dialoga costantemente con interlocutori lontani attraverso gli strumenti del web e rappresentati sul palco da delle luci.

Scritto e diretto da Lisa Moras, basato su una semplice ma essenziale scenografia, è la storia di una ragazza italiana di nome Olivia, la bravissima Elisabetta Mossa, che decide di chiudersi in una stanza, una tenda montata al centro del palco, aprendosi solamente allo sterminato mondo del web e dei social. Rooms 2.0 è un’indagine sulla condizione esistenziale e sociale di una quasi trentenne ragazza di oggi che con i suoi video, ripresi da un televisore collegato direttamente ad una piccola telecamera, diventa un fenomeno del web, apprezzata e disprezzata allo stesso tempo.

Una ragazza sola, che a causa dell’incapacità di scegliere, sceglie di fermarsi: “Io non so scegliere, non so proprio dove andare, tanto vale fermarsi”. Con una lavatrice da riparare (non a caso è il filtro a dover essere cambiato ndr) dei vicini da evitare, l’ombra di una vecchia storia d’amore e una mamma iperprotettiva che manifesta la sua naturale preoccupazione per la situazione della figlia. Una rappresentazione molto vicina alla realtà del “fenomeno” hikikomori che si basa su una semplice idea: c’è un orribile mondo all’esterno dal quale è necessario isolarsi. Tutto al di fuori della stanza che diventa come una navicella spaziale con la quale poter esplorare il mondo web e diventare qualcuno, uno di quelli famosi che tutti seguono.

Il web diventa un contenitore infinito, l’unico confidente con cui poter condividere il proprio disagio, e il televisore è lo strumento atto a dar eco alla storia, un “implementatore” di valore, di immagine.

Olivia intrattiene conversazioni con due sconosciuti completamente diversi, uno più pacato, ma ossessivo, l’altro più diretto. Lei ci gioca con ironia, sa bene che non conoscerà mai i due, nonostante gli inviti continui a vedersi, per lei queste conversazioni rappresentano una via d’uscita dal preoccupante mondo che le sta attorno, un modo per evadere e per sentirsi viva anche se chiusa in una stanza. La popolarità sul web giustifica la sua scelta, anche se non dà molta importanza ai commenti ricevuti per i suoi videomessaggi.

Un percorso necessario per Olivia che arriva a capire di trovarsi davanti a una serie di comportamenti di massa viziati e devianti, che spesso sfociano in vere e proprie patologie.

About:blank è un nome che si lega molto bene allo spettacolo, metaforicamente può rappresentare l’inizio di un percorso, come quello di un browser che apre una pagina vuota come prima pagina della navigazione, oppure un virus molto diffuso, come potrebbe essere la patologia, o fenomeno, degli hikikomori.

Nella compagnia un martinese doc, Marco Bellocchio, per la prima volta a Martina con un suo spettacolo, molto probabile un suo ritorno a dicembre con un altro progetto, che a fine spettacolo ha ringraziato la sua città per averlo accolto con entusiasmo come attore professionista.

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