IMU agricola: l’incoscienza del governo. Parla il consigliere La Ghezza

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La sospensiva bis, diffusa ieri dal presidente del Tar Lazio, ha confuso ancora di più le idee dei contribuenti locortondesi: il pagamento dell’IMU sui terenni agricoli che inizialmente era stato fissato per il 26 gennaio è slittato momentaneamente al 4 febbraio. La comunicazione ufficiale è arrivata questa mattina ma per chiarirci le idee abbiamo voluto ascoltare il Presidente della commissione permanente del bilancio e programmazione economica del comune di Locotondo, vale dire il consigliere Antonio La Ghezza chiedendogli di raccontarci che cosa è davvero successo da quel 28 novembre, giornata nella quale il Consiglio dei Ministri ha deciso in materia di IMU agricola, al comune di Locorotondo.

“Il nostro primo passo è stato quello di aderire alla protesta dell’Anci Puglia che metteva insieme molti comuni pugliesi e che chiedeva l’annullamento definitivo dell’IMU sui terreni agricoli. Successivamente questo documento è stato sottoposto al Tar con altri ricorsi presentati da varie associazioni di consumatori sparse per l’Italia e preso in considerazione”.

Dopo aver atteso il normale decorso della burocrazia italiana il 22 dicembre in consiglio comunale i consiglieri di maggioranza e opposizione approvano un testo che sostanzialmente chiede all’unanimità l’abolizione della tassa sui terreni agricoli dei comuni collinari. Grosse soddisfazioni da parte di tutti: Angelo Palmisano, assessore all’agricoltura, ne da notizia con un comunicato stampa e la “storica” vittoria viene rimbalzata dal web ai giornali tanto da varcare i confini provinciali. Quello che è importante da sottolineare è che a creare confusione è stata anche la mancanza di informazioni utili relative a questa nuova imposta municipale che resta una perfetta sconosciuta per molti contribuenti che non sapevano neanche dell’esistenza della stessa e soprattutto che si applicasse anche sui terreni agricoli. Inoltre, ad aumentare confusione e malcontento sono questi continui slittamenti nei pagamenti: dal 28 di novembre si passa al 16 di gennaio, poi al 26 e infine al 4 febbraio, che amplificano ancora di più lo stato entropia generalizzata.

Secondo il consigliere La Ghezza “l’imposizione dell’imposta è carente perché chiede il pagamento del contributo senza dare nemmeno i 60 giorni dalla decisione impositiva del tributo ledendo uno dei principi fondamentali dello statuto dei contribuenti”. Ma, sempre secondo lo stesso, gli errori non finiscono qui; il vero problema di natura eziologica andrebbe ricercato “nell’intercettazione dell’altimetria del suolo che non viene rispettata, in altre parole, questa tassa si paga non in base all’altimetria del suolo che si vuole tassare, ma in base all’altimetria del suolo della casa comunale”.

Per intenderci a Locorotondo questa tassa si paga perché la casa municipale si trova a 425 metri sul livello del mare e non perché il terreno dei contribuenti si trova a quell’altitudine. Paradossalmente, ma questo non succede a locorotondo, piuttosto in altri comuni dove ci sono terreni che si trovano al disopra dei 600 metri (la soglia che hanno individuato come esenzione totale), con la casa comunale al di sotto i cittadini si trovano ad essere vessati dall’imposta pure avendo un terreno che è ricadente nella altimetria che lo renderebbe esente.

 “La cosa più grave – continua il consigliere La Ghezza – è che lo stato italiano ha voluto far cassa in questo modo furbesco, da ladro di bottega nei confronti dei comuni e si è ricordato di farlo il 28 di novembre. I comuni hanno la possibilità di poter andare in bilancio per fare le variazioni e gli assestamenti entro il 30 novembre, quindi non hanno avuto il tempo utile per modificare nulla, perché anche avendo il Consiglio dei Ministri approvato il 28, il testo è stato pubblicato il 30 mattina; di conseguenza non ci sono stati più i tempi per andare in consiglio comunale entro lo stesso giorno e fare una variazione di bilancio per cercare di aiutare e sostenere i cittadini e renderli tout court e esenti. Non ci è stata data nemmeno questa possibilità. Inoltre, come se non bastasse, questi 350milioni di Euro che sono stati presi dagli 8mila comuni sono già tolti dallo stato da quel fondo che lo ripartisce tra i comuni e che decide di ridistribuirlo nei primi 6 mesi dell’anno; questo fondo permette ai comuni poi di approvare il proprio bilancio di previsione”.

Nel caso del bilancio di previsione del comune di Locortondo, compilato seguendo le linee guida che arrivano direttamente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze si legge che il fondo di solidarietà comunale, prima fondo sperimentale di equilibrio, doveva essere di 600mila Euro e invece “ci siamo trovati il 28 novembre a scoprire che in virtù di questo decreto legge ci hanno tolto 147mila Euro con una casistica scritta in 4 righe che recava come motivazione: maggiore gettito per IMU terreni agricoli”.
Quello che contesta La Ghezza sostanzialmente è che questo tipo di manovra statale e terribilmente subdola in quanto fa affidamento su soldi finti, soldi che qualora fossero arrivati, sarebbero arrivati solo in un secondo momento, dopo aver introdotto la tassazione senza considerare poi tutte le proroghe che sono state fatte. “Tutto questo avrebbe creato un problema di cassa nel comune perché un conto è averli già in cassa, un conto è andarli a prendere dopo. Una manovra fraudolenta molta confusa e soprattutto finalizzata a finanziare i 350milioni di Euro che servivano nella legge di stabilità del 2015 per rendere stabili gli 80 Euro del bonus sugli stipendi”.

Poi conclude: “Sinceramente andare a togliere soldi ai pensionati o a qualcuno che ha un terreno agricolo che comunque ha già pagato IMU e Tarsu sull’immobile e andargli a dire che tra 20 giorni ti mettono un’altra tassa perché devono andare a garantire una piccola parte degli italiani, è davvero da pazzi incoscienti”.


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