Locorotondo non ricorda

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Società


Il giorno della Memoria è una ricorrenza ormai internazionale celebrata, grosso modo, in  tutto il mondo per ricordare le vittime delle stragi naziste. Fu istituita nel 2005 dall’Assemblea delle Nazioni Unite e fu fatta cadere  proprio il 27 di gennaio, data in cui si celebra la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz  grazie all’intervento dell’Armata Rossa. Da “La vita è bella” a Trein de vie”, passando per la letteratura, da Primo Levi ad Anna Frank, tutti hanno raccontato questa triste vicenda che è entrata ormai nell’immaginario collettivo come il periodo più triste della storia dell’uomo.

Paradossalmente  questa  giornata in qualche modo dovrebbe essere celebrata dovunque per ricordare quello che gli esseri umani sono stati in grado di fare proprio ai loro simili. Un monito per le generazioni future come si può leggere su una targa presente proprio nel campo di concentramento di Auschwitz a firma del nostro Primo levi. Ricordare per non commettere nuovamente gli errori e gli orrori del passato. La Valle d’Itria ricorda questa giornata con una miriade di appuntamenti, tanti piccoli eventi che fanno bene alla nostra memoria. A Locorotondo questo non accade. Locorotondo non ricorda, salvo poi scoprire che giovedì si riunirà il consiglio comunale dei ragazzi nel quale all’ultimo punto dell’ordine del giorno ci sarà una “Riflessione su i regimi Totalitari”.

Strano perché proprio a due passi da noi c’è stato un piccolo campo di smistamento dove ebrei e prigionieri politici venivano presi, segnalati e appunto smistati in altri campi. Tutto questo è tremendamente irrispettoso proprio per la nostra memoria e soprattutto per la nostra storia. Avremmo voluto scrivere qualcos’altro, magari dedicare diverse righe a quel ricordo seppur tristissimo ma che in qualche modo ha connotato la nostra storia. Avremmo voluto raccontarvi che nel Mese della Pace Locorotondo ricorda, ma non possiamo farlo. Avremmo voluto raccontarvi la differenza che passa tra i termini che a volte vengono usati erroneamente come olocausto, shoa e genocidio (perché per noi quello nazista è stato appunto un genocidio), ma non possiamo farlo. Perché nulla accade nella città rotonda che, a quanto pare, preferisce chiudersi a cerchio su se stessa e non ricordare.

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