Dopo l’incontro di ieri pomeriggio tenuto a Cisternino per discutere sull’istituzione dell’Unione dei Comuni della Valle d’Itria non mancano già i primi interrogativi. Durante la riunione è emersa, più volte, un’oggettiva omogeneità tra i diversi sindaci che potrebbe tradursi nell’adozione di una “Carta d’intenti”. Abbiamo voluto ascoltare il parere di uno dei protagonisti dell’incontro: Tommaso Scatigna, sindaco di Locorotndo.
“Ieri pomeriggio ci siamo incontrati a Cisternino per discutere sulla possibilità di costruire una unione dei comuni della Valle d’Itria vista la morsa della gestione del governo che costringe i comuni alla centrale unica di committenza. Questa prevede però una serie di caratteristiche che come al solito non consentono ai comuni di organizzarsi per tempo, ma di sopperire a quella che possiamo definire una emergenza. Quindi, bisogna decidere se e come costituirsi, bisogna approvare e fare una lettera di intenti, una bozza di statuto da portare all’attenzione dei consigli comunali, ma soprattutto delle popolazioni e di raccontare i fatti così come sono”.
Il sindaco lamenta che il nostro Stato “in barba alla costituzione, priva i comuni della loro autonomia”. E aggiunge: “prima che ci vengano a dire come amministrare i nostri comuni e lo stanno di fatto già facendo, dobbiamo unire le nostre forze, le nostre intenzioni, coinvolgendo le nostre popolazioni e spiegare di cosa realmente si sta parlando. Ormai è innegabile che si debba ragionare in un’ottica di territorio comune e, naturalmente, tutti noi sindaci siamo d’accordo però bisogna essere anche realisti. Bisogna ancora definire i costi che saranno sicuramente come al solito elevati e che andranno a pesare sui nostri concittadini. È tutto ancora in fase embrionale, ci rivedremo con tutti i sindaci ormai ogni settimana, ognuno con le sue proposte e con i suoi proponimenti”.
Infine aggiunge: “La cosa positiva è che c’è già una intesa, è chiaro che poi quando si comincerà a parlare delle caratteristiche della gestione di questa unione dei comuni si comincerà anche a parlare di responsabilità. C’è chi vuole parlare sempre e solo di ruoli, noi amiamo parlare di responsabilità, noi siamo soldati al servizio dei nostri cittadini. Proprio ieri dissi in riunione: io mi ritengo il guardiano del mio paese”

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