A dieci anni dalla sua scomparsa, l’Associazione La Nostra Famiglia e quanti l’hanno conosciuta ricordano il grande profilo umano e spirituale di Zaira Spreafico, prima Presidente de La Nostra Famiglia, le cui capacità imprenditoriali ne hanno permesso la presenza anche nella nostra realtà ostunese e nell’intera regione Puglia.
Il convegno dal titolo “Zaira, il coraggio dell’impossibile”, patrocinato dal Comune di Ostuni, si terrà il 12 marzo 2015 alle ore 18.30 presso il Cinema Roma.
Nell’occasione la dr.ssa Gianna Piazza, Piccola Apostola della Carità, presenterà il volume che descrive la figura di Zaira e le opere che hanno dato piena espressione alla mission de La Nostra Famiglia in Italia e nel mondo.
Interverranno la dr.ssa Carmen Chiaramonte, Direttore Generale Regionale per la Puglia de La Nostra Famiglia, la dr.ssa Maria Grazia Bacco, Direttrice del Centro di Ostuni, il dr. Gianfranco Coppola, Sindaco di Ostuni, la dr.ssa Maria Rita Verardo, Giudice del Tribunale per i Minorenni di Lecce, Mons. Giuseppe Satriano, Arcivescovo di Rossano-Cariati, il dr. Antonio Trabacca, Primario dell’IRCCS Medea di Brindisi, il Prof. Lorenzo Cirasino, Amico de “La Nostra Famiglia” e Mons. Domenico Caliandro, Arcivescovo di Brindisi.
Di lei Don Luigi Serenthà diceva: “Una persona forte e autentica, dove si fondono insieme il dono di Dio e il genio femminile”.
L’incontro “Zaira, Il coraggio dell’impossibile” sarà un racconto a più voci sulla figura di Zaira Spreafico, carismatica presidente dell’Associazione La Nostra Famiglia, la prima donna in Italia a battersi per il diritto alla salute, e non solo all’assistenza, dei bambini colpiti dalle patologie più gravi e invalidanti.
Di lei hanno detto: “Che cosa c’è al fondo, al midollo dell’azione della signorina Zaira? A un certo momento della sua vita, di fronte ad una chiamata di amore ha detto sì. Durante una conferenza del professor Ezio Franceschini sentii dire questa splendida cosa: i voti sono dei fiori che non sono offerti una volta per sempre sull’altare di Dio, ma sono fiori ai quali occorre cambiare acqua ogni giorno. Signorina Zaira, i suoi fiori sono freschi e da quei fiori discendono migliaia di bambini e nascono un profumo e una parola per i loro genitori…” (Oscar Luigi Scalfaro).
“E sia benedetta tutta l’Opera della signorina Spreafico, della signorina Zaira, non è vero? Sia benedetta per tutto quello che ha fatto e fa di bene e con lei tutte le persone che l’aiutano, tutte le persone che la beneficiano, perché davvero questa è una pagina, un quadro di Vangelo vivente, di Vangelo vivente” (Paolo VI).
“Ecco i miracoli dell’amore che si nutre di fede! È l’amore attivo, ottimista, che sa trovare modi sempre nuovi per esprimere e restituire alla persona, soprattutto a quella più indifesa, il rispetto per la dignità grande che le è propria, perché plasmata a immagine e somiglianza di Dio (cfr Gen 1, 26). Mentre ringrazio la Signora Zaira, Presidente de “La Nostra Famiglia”, per le parole che mi ha rivolto, esprimo tutto il mio apprezzamento per questa Istituzione, in cui il precetto evangelico della carità è vissuto in forme tanto concrete”. (Giovanni Paolo II).
“La vocazione di Zaira è stata un grembo accogliente dell’intuizione di don Monza. Siccome era donna, il suo modo di ereditare era segnato dal genio femminile che ha il dono di generare, cioè di far crescere – insieme alle opere – il calore e la partecipazione delle persone, di dar loro forza e passione, di tessere la trama di una vicenda che ha fatto storia per molte giovani. E ha contagiato anche una schiera infinita di volontari, operatori, medici, genitori, famiglie. Tutto questo per i bambini e i ragazzi che erano l’inizio e la fine della sua dedizione piena d’entusiasmo” (+Franco Giulio Brambilla).
“Con le autorità politico-istituzionali era diretta, schietta; se necessario anche rude, mai untuosa. Queste, del resto, coglievano in lei quel senso dello Stato e delle Istituzioni che a Zaira Spreafico non è mai mancato e, pertanto, anche quando non gliele mandava a dire, si sentivano riconosciuti come interlocutori e dunque, a loro volta, come tale la riconoscevano.” (Domenico Galbiati).
Ogni voce è un frammento di verità, ma ogni frammento è parte di un mosaico.
Ricordare Zaira, ripensare alla sua storia, vuol dire anche rilanciare il carisma del Fondatore: come un sasso gettato nell’acqua, e subito il primo cerchio si allarga, assumendo dimensioni maggiori… “Il suo [quello di don Luigi] particolare carisma è stato un dono per la Chiesa, ma noi ne siamo le depositarie e tocca a noi non solo tenerlo vivo e alimentarlo, ma diffonderlo e comunicarlo” (Zaira Spreafico).
Zaira Spreafico nasce a Lecco il 6 aprile 1920. Incontra Don Luigi Monza il 2 novembre 1936, al suo ingresso nella Parrocchia di San Giovanni alla Castagna di Lecco.
Dal 1947 si impegna per l’organizzazione di servizi per la diagnosi, cura e riabilitazione delle disabilità infantili. Su richiesta e in collaborazione con l’Istituto Neurologico “C. Besta” di Milano contribuisce alla creazione del primo Centro di Riabilitazione riconosciuto dallo Stato in Italia a Vedano Olona.
Dal 1948 al 2004 è Presidente dell’Associazione La Nostra Famiglia, Opera concepita per il recupero di soggetti portatori di disabilità.
I Centri de La Nostra Famiglia grazie alla sua instancabile attività si vanno moltiplicando e sempre più qualificando: dal primo, a Vedano Olona nel 1947 per disabili psichici al grande complesso, ora Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico “Eugenio Medea” di Bosisio Parini (Lecco) con Poli scientifici in Veneto, Friuli e Puglia e con una rete di 35 Unità Operative per la prevenzione, cura, riabilitazione e reinserimento sociale e lavorativo di portatori di disabilità, Case Famiglia, Centri Accoglienza e numerose Unità Operative in vari Paesi in via di sviluppo.
Dal 1948 al 1989 è Responsabile Generale dell’Istituto Secolare delle Piccole Apostole della Carità, fondato dal Beato Don Luigi Monza.
Si spegne a Ponte Lambro il 3 luglio 2004

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