“Dopo le esperienze positive di confronto sulla Rigenerazione Urbana e sul Piano Paesaggistico regionale, confermiamo il nostro apprezzamento per un approccio aperto e partecipato al procedimento di formazione del nuovo strumento urbanistico generale”. Si apre così il documento di ANCE Taranto redatto in occasione dei forum organizzati dall’Amministrazione comunale sul Documento Programmatico Preliminare.
Oltre la rappresentazione di un principio – la riduzione del consumo di suolo – l’ANCE sostiene il DPP nella convinzione che la prospettiva della rigenerazione meriti di essere meglio promossa e sostenuta nei suoi imprescindibili profili normativi ed operativi.
“Lo stesso principio, inoltre, merita di essere meglio declinato in ragione di una residenzialità così diffusa e polverizzata in un territorio così ampio, da impedire nei fatti l’apposizione di certe e credibili linee di confine tra un edificato da contenere e risorse naturali da preservare”, continua il documento, nel quale si affronta il capitolo del centro storico, “indagato analiticamente nelle sue dinamiche storiche e rappresentato, correttamente, nelle sue attuali condizioni di marginalità sociale e di progressiva perdita di centralità di funzioni urbane. Tale rappresentazione, veritiera nei fatti, non viene seguita nel documento da alcuna indicazione di scenario, da alcun riferimento a funzioni e vocazioni da recuperare o sviluppare”.
Secondo ANCE la residenzialità deve quindi tornare ad essere centrale, perché è attraverso il ritorno alla residenza nella città consolidata che si riscopre “il senso di comunità e si recupera il valore collettivo della integrazione tra abitare, servizi e spazio pubblico”, puntando ad un mix sociale e demografico costruito innestando energie nuove e vitali.
Restando alla situazione abitativa di Martina Franca, l’ANCE esprime alcune perplessità sul DPP, che a suo dire dovrebbe offrire più chiari e consistenti scenari strategici di riferimento per il PUG: “Non si comprende se per caratteristiche e consistenza il patrimonio immobiliare abitativo è adeguato, esuberante o carente, se è necessario intervenire per incrementarne qualità ed adeguarlo a moderni standard energetici, se occorre agire con mirate azioni di social housing in ambiti di rigenerazione o di nuova edificazione”.
Passando alla situazione dell’agro, i costruttori confermano l’importanza dello sviluppo nel PUG del tema della città-campagna e dell’inclusione delle periferie nel tessuto del centro urbano, puntando in primis alla rivitalizzazione del Pergolo.
Spazio inoltre agli immobili pubblici e la “positiva attenzione” che Palazzo Ducale sta riservando loro, anche se alcune criticità vengono comunque mosse: “Prima del recupero e ristrutturazione degli edifici, è indispensabile provare a delineare un concreto programma di funzioni pubbliche e di privato sociale, al fine di non incorrere nell’errore di pensare prima ai contenitori e poi porsi il problema di come utilizzarli”.
Ma un territorio non rende al massimo senza una viabilità urbana adeguata. L’ANCE spende due parole sulla mobilità, rilevando che il traffico veicolare è questione da affrontare anche con approcci innovativi ed infrastrutture urbane coraggiose. Uno dei problemi di Martina Franca riguarda le Ferrovie del Sud Est e gli attraversamenti ferroviari, problema da “affrontare e risolvere identificando ulteriori soluzioni di attraversamento che si affianchino all’attuale ponte”, senza contare il caso-parcheggi, da risolvere col completamento di quelli già previsti e dall’eventuale implementazione con altri spazi.
Chiusura col turismo e l’agroalimentare, capitoli a dire dei costruttori un po’ sottovalutati: “Non è però utile metterceli qua e là, negli ambiti rurali e nel centro storico, in un’area urbana piuttosto che in un’altra. Crediamo sia più utile un approccio di concretezza ed operatività”. Concretezza e operatività che secondo ANCE dovrebbero arrivare con la “condivisione di scenari e la chiara volontà di collaborazione, lasciando a tavoli negoziali aperti e flessibili il compito di definire, tra amministrazione ed operatori, le migliori soluzioni urbane e territoriali di sostegno e promozione delle attività”, in modo da mettere concretamente Martina Franca al centro di un sistema territoriale dalle potenzialità ancora inesplorate come la Valle d’Itria, anche in ottica di Matera 2019.
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