Il Martina che non vince. I numeri dell’ultimo mese: 2 pareggi e 2 sconfitte

Minuto 93’, Adriano Montalto raccoglie una palla al limite dell’area, sugli sviluppi di un assolo offensivo di “Biccio” Arcidiacono, alza la testa ed esplode un bel tiro che si insacca in rete. Il Martina batte 3-1 il Savoia, bissa il 2-0 contro la Lupa Roma e incamera in pochissimi giorni 6 punti preziosissimi nella lotta per la permanenza in Lega Pro. Era l’11 marzo 2015.

11 aprile 2015: esattamente un mese dopo, il Martina esce sconfitto dal “Tursi” per 0-1 per mano del Matera dell’ex Carretta. Ma cosa è successo in questo mese? Mister Totò Ciullo non c’è più, sostituito da Eduardo Imbimbo, e di Montalto non si hanno più notizie dall’episodio che lo aveva visto un sabato notte ubriaco fuori da un locale di Martina Franca, triste epilogo di un periodo condito da esternazioni sui social contro la dirigenza, rea di non “prendersi le proprie responsabilità”.

Quel gol al 93’, ironia della sorte, è l’ultimo segnato dalla compagine biancazzurra in campionato. Da allora 2 pareggi per 0-0 (Melfi e Messina) e 2 sconfitte (Barletta e Matera), con una gara da recuperare, quella con la Casertana rinviata il 29 marzo per problemi all’impianto di illuminazione del “Tursi”.

Nella conferenza stampa indetta a poche ore dall’esonero di Ciullo, la dirigenza spiegò che dopo la partita col Barletta si ebbe la sensazione che questa squadra non avrebbe più vinto fino a che qualcuno non avesse preso la situazione in mano, esonerando un tecnico dal poco polso e che aveva sempre coperto le malefatte e lo scarso impegno di qualche giocatore. In quell’occasione, di fronte ad una serie di tifosi che mugugnavano contro l’ex capitano Montalto, invitando il presidente a non farlo più tornare a Martina Franca, i vertici biancazzurri risposero che avrebbero fatto di tutto per assicurare alla squadra un paio di innesti entro il 31 marzo, giorno ultimo per il tesseramento degli svincolati.

Di quella possibilità non se n’è più fatto nulla, Montalto è ufficialmente infortunato e la squadra resta quindi la stessa, con un giocatore in meno. Uno che, al netto dei comportamenti discutibilissimi sia dentro che fuori dal rettangolo verde, resta un attaccante da 10 gol e 6 assist in stagione.

Analizzando il rendimento dei biancazzurri, si scopre che la squadra ha segnato solo 33 gol in 33 partite: praticamente 1 ogni 90 minuti, e che dipende quasi esclusivamente dall’attacco. Un attacco che ha visto a gennaio la partenza di Mirko Carretta verso Matera (9 gol nel 2014-15, 6 coi lucani), rimpiazzato da Filip Pivkovski (0 gol in stagione); senza contare il lungodegente Andrea Magrassi e l’appena rientrato Simone Caruso (solo 1 gol quest’anno). Potrà il Martina fare affidamento su un attacco spuntato e sul solo Arcidiacono, che sta vivendo una ottima stagione in Valle d’Itria ma che non ha certo energie infinite?

E non abbiamo parlato delle penalizzazioni che stanno colpendo diverse compagini dirette concorrenti per la salvezza (Ischia, Savoia, Barletta e quant’altro; oltre al fanalino Reggina, capace di battere il Martina con una formazione di ragazzini dopo la sosta natalizia), senza le quali la classifica sarebbe probabilmente riscritta. Brava la società di via Diaz per non essere incorsa fino ad ora in irregolarità varie ed eventuali, ma la permanenza in Lega Pro passa anche per il campo, vincendo le partite. E lì i gol servono, eccome.

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