Ultra-maratona, il martinese Angelo Semeraro terzo alla 100km del Gargano

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Angelo Semeraro del Gruppo Palestra Marathon Martina Franca terzo assoluto alla ultra-maratona del Gargano. 100 chilometri di percorso tecnico e duro, terminato in 9 ore e 45 minuti, a un solo secondo di distacco dal secondo arrivato, Pierpaolo Cazzorla, mentre il primo Luca Morstabilini ha chiuso in 8 ore e 41 minuti. Di seguito nota dell”ufficio stampa Palestra Marathon Martina Franca:

Un risultato di assoluto valore sportivo, per un atleta “amatoriale” che corre gomito a gomito con i primi e raccoglie questo successo sportivo dopo anni di sacrifici, polvere e sudore, chilometri di asfalto “mangiati” in tutte le condizioni atmosferiche. Non a caso la sua dedica, al termine della gara, è andata alla sua famiglia, al casino online suo “grandissimo amico” Franco Cervellera che lo ha supportato per tutta la gara e a tutti gli amici del gruppo, compagni di allenamenti e di avventure, che lo hanno sostenuto idealmente e tramite whatsapp.

La  gara si è svolta sabato scorso sul Gargano, con partenza a Vico del Gargano e arrivo a Cagnano Varano, passando per la Foresta Umbra, costeggiando l’Adriatico e su e giù per l’aspro promontorio del Gargano. La 100 km del Gargano, in programma sabato 11 e domenica 12 aprile 2015, nasce dall”idea di promuovere il territorio e diffondere la pratica sportiva valorizzando il turismo sportivo inteso come sfruttamento consapevole di un territorio naturalmente predisposto per attività turistiche all”aria aperta. Il percorso della gara ha coinvolto i comuni di Vico del Gargano, Ischitella, Vieste, Peschici, Rodi Garganico, Cagnano Varano. C’è da ricordare che Angelo Semeraro non è alla sua prima esperienza in una 100 km, avendo già chiuso con ottimi tempi e piazzamenti il mitico “Passatore” che va da Firenze a Faenza attraversando l’Appennino Toscano. Un’impresa da sottolineare, quella dell’Angelo “volante”, che oltre a ottenere risultati sportivi è in grado di fare da “collante” fra i podisti di tutta la Regione, creando contatti e gemellaggi che fanno tanto bene allo sport. Ma questa è un’altra storia.


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